Microsoft sale oltre il 20% da luglio: Cramer riapre il nodo IA
Il titolo MSFT scambia a 495,63 dollari dopo il recupero da luglio. Cramer riapre il dibattito sul peso dell’intelligenza artificiale.

Microsoft resta al centro del dibattito a Wall Street dopo il forte recupero delle ultime settimane. Il titolo scambia a 495,63 dollari, in rialzo dello 0,65% nelle ultime 24 ore, mentre Jim Cramer ha riaperto la discussione su quanto la società sia davvero dipendente dall’intelligenza artificiale. La fonte consultata ha riportato che le azioni del gruppo di Redmond hanno segnato una svolta nel 2026, con un progresso superiore al 20% dalla fine di luglio.
Il movimento è arrivato dopo i risultati del secondo trimestre pubblicati il 29 luglio, passaggio che ha rafforzato l’attenzione degli investitori sulla capacità della società di trasformare la spesa tecnologica in crescita dei ricavi. Il punto sollevato da Cramer riguarda il racconto di mercato costruito attorno al gruppo: gli investimenti per l’intelligenza artificiale sono rilevanti, ma non esauriscono l’intero perimetro industriale della società. Per chi segue le azioni Microsoft, la domanda è se il mercato stia valutando soprattutto le prospettive legate ai nuovi carichi di lavoro oppure anche la tenuta delle attività storiche, dal software aziendale al cloud.
Il tema non è isolato, perché la spesa per infrastrutture e capacità di calcolo sta diventando uno dei principali criteri con cui Wall Street giudica le grandi società tecnologiche. Anche il nostro recente approfondimento sulla sfida fra Google Cloud, AWS e Azure ha evidenziato come il confronto competitivo si stia spostando sulla capacità di sostenere domanda, margini e investimenti nello stesso tempo. Nel caso di MSFT, l’interrogativo è particolarmente sensibile perché il mercato ha già incorporato una parte significativa delle aspettative sull’intelligenza artificiale.
Se la crescita collegata ai nuovi servizi dovesse confermare il ritmo atteso, il recupero da luglio troverebbe una giustificazione più solida; in caso contrario, il peso dei capitali impegnati potrebbe tornare al centro della discussione, come già visto nella nostra analisi sulla spesa per intelligenza artificiale di Amazon. Cramer ha inoltre inserito la valutazione del titolo in un quadro più ampio, nel quale energia, centri dati e potenza di calcolo diventano variabili decisive per sostenere la domanda futura. Non a caso, il precedente focus sul piano energia con Chevron aveva già messo in evidenza il legame tra infrastrutture energetiche e ambizioni tecnologiche del gruppo di Redmond.
La reazione del mercato, per ora, resta costruttiva: il titolo mantiene il recupero accumulato dalla fine di luglio e continua a muoversi vicino a livelli elevati. Il confronto con altri nomi della tecnologia resta però aperto, soprattutto dopo le tensioni sui riacquisti di NVIDIA e Apple, che mostrano come gli investitori stiano valutando non solo crescita e innovazione, ma anche disciplina finanziaria e ritorno del capitale.