Cramer mette in dubbio Amazon dopo il balzo Meta del 24% mensile
Jim Cramer valuta Meta dopo una funzione di acquisti con intelligenza artificiale: Amazon resta indietro in Borsa nell’ultimo mese.

Amazon torna al centro del confronto tra commercio elettronico e intelligenza artificiale dopo il commento di Jim Cramer su CNBC. 24/7 Wall St ha riportato che il conduttore ha messo in discussione, da consumatore, la propria fedeltà al gruppo dopo una dimostrazione di una nuova funzione per gli acquisti sviluppata da Meta Platforms. Il passaggio arriva mentre Meta ha nettamente sovraperformato Amazon nell’ultimo mese di Borsa.
Cramer avrebbe pronunciato la frase durante Squawk on the Street il 28 settembre 2026, dopo aver visto la capacità di Meta di assistere l’utente nel percorso di acquisto tramite intelligenza artificiale. Il senso del commento, secondo la ricostruzione, non era una raccomandazione finanziaria ma una valutazione personale sull’esperienza di acquisto: “sono un uomo Amazon” ma la funzione di Meta gli sarebbe sembrata convincente. La differenza di andamento tra i due titoli è però diventata il vero tema per Wall Street.
Dal 28 agosto al 28 settembre, Meta è salita da 577,61 a 715,62 dollari, pari a un rialzo del 23,89%, mentre Amazon è scesa da 266,43 a 246,15 dollari, con una flessione del 7,61%. Il divario ha alimentato il dibattito su chi possa controllare la prossima fase del commercio digitale integrato con l’intelligenza artificiale. Il movimento si è poi parzialmente riequilibrato, ma senza cancellare la divergenza.
Alla chiusura del 2 ottobre, Meta era indicata a 728,08 dollari e Amazon a 251,52 dollari; su base mensile, dal 2 settembre al 2 ottobre, Meta risultava ancora in progresso del 22,9%, mentre Amazon segnava un calo dell’1,36%. Il titolo Amazon scambia a 251,52 dollari, con una variazione giornaliera di +1,33%. Il caso si inserisce in una rotazione più ampia sui titoli legati all’intelligenza artificiale, dove gli investitori stanno distinguendo tra infrastruttura, pubblicità e applicazioni rivolte al consumatore.
La nostra analisi sul commercio elettronico Usa al 10% e la pubblicità con intelligenza artificiale di Meta aveva già evidenziato come il gruppo guidato da Mark Zuckerberg stia cercando di trasformare la propria base utenti in un canale commerciale più diretto. In questo quadro, la funzione mostrata a Cramer rafforza la narrativa di Meta come concorrente indiretto di Amazon negli acquisti assistiti. Amazon, dal canto suo, resta esposta a più fattori: commercio elettronico, margini operativi, servizi nella nuvola informatica e investimenti in intelligenza artificiale.
Nei giorni scorsi, il tema dei risultati di Amazon e del ruolo di AWS aveva riportato l’attenzione sulla qualità degli utili e sul peso delle partecipazioni tecnologiche. Per chi segue il comparto azionario, il confronto rientra anche nelle valutazioni sulle migliori azioni da comprare, senza che il dato mensile basti da solo a definire una tendenza strutturale. La figura di Cramer resta rilevante perché i suoi giudizi spesso amplificano discussioni già presenti tra gli operatori.
Il nostro approfondimento su come Cramer ha difeso Intel e Meta in Borsa mostra che il conduttore ha seguito da vicino il tema dell’intelligenza artificiale applicata ai grandi gruppi tecnologici. Anche il recente rimbalzo di Wall Street con Meta a 725,93 dollari conferma che il mercato sta premiando le società percepite come più avanti nelle applicazioni commerciali dell’IA. La reazione non va comunque letta come un verdetto definitivo contro Amazon.
24/7 Wall St ha sottolineato che i movimenti dei due titoli riflettono molte variabili oltre alle parole di Cramer, inclusi utili, aspettative sui margini e posizionamento degli investitori. La notizia segnala piuttosto un passaggio simbolico: Meta non viene più valutata solo come società pubblicitaria, ma anche come potenziale porta d’ingresso agli acquisti digitali.