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Zuckerberg rilancia sugli agenti IA: perché la sfida tocca anche Amazon

Zuckerberg presenta un manifesto da 6.500 parole sugli agenti IA: Meta cerca nuove entrate oltre la pubblicità e incrocia la sfida con Amazon.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Zuckerberg rilancia sugli agenti IA: perché la sfida tocca anche Amazon

Meta Platforms torna a mettere l’intelligenza artificiale al centro della propria storia di crescita. Mark Zuckerberg ha pubblicato un manifesto di 6.500 parole dedicato agli agenti IA, con l’obiettivo di rendere questi strumenti una risorsa di uso quotidiano e non soltanto un prodotto per aziende o sviluppatori. The Motley Fool ha riportato che il messaggio di Zuckerberg descrive un futuro in cui ogni utente potrà contare su un assistente personale capace di comprendere obiettivi, preferenze e priorità.

Per Wall Street il punto non è solo tecnologico: la domanda è se questa nuova fase possa ridurre la dipendenza di Meta dal suo motore storico, la pubblicità digitale. Il nodo resta infatti la composizione dei ricavi. Nel secondo trimestre la pubblicità online ha rappresentato il 97,6% del fatturato complessivo di Meta, mentre le altre linee di business, inclusa Reality Labs, hanno inciso solo in misura marginale.

Questo rende la società molto redditizia quando il mercato pubblicitario corre, ma anche esposta a eventuali rallentamenti della spesa delle imprese. La spinta sugli agenti IA si inserisce quindi in una ricerca di diversificazione che Meta porta avanti da anni. Il metaverso non ha finora prodotto il cambio di scala immaginato, mentre gli abbonamenti non hanno spostato in modo rilevante gli equilibri del conto economico.

Gli agenti intelligenti, se integrati nelle piattaforme social e di messaggistica, potrebbero aprire nuove forme di servizi a pagamento, automazione per imprese e strumenti personalizzati per consumatori. Il confronto più immediato è con Amazon e Alphabet, gruppi che hanno costruito ricavi su più pilastri oltre alla pubblicità. Le azioni Amazon scambiano a 258,63 dollari, in calo dello 0,57%, mentre il mercato continua a valutare quanto l’intelligenza artificiale possa incidere sui margini dei grandi gruppi tecnologici.

Non a caso, il tema è vicino anche alla nostra analisi su Chip IA su misura, la nuova leva che cambia il caso Amazon in Borsa, dove il vantaggio competitivo passa dall’infrastruttura alla capacità di controllare i costi. Un altro passaggio citato da The Motley Fool riguarda i possibili servizi neocloud, cioè offerte cloud orientate ai carichi di lavoro di nuova generazione. Per Meta sarebbe un terreno diverso rispetto al suo modello tradizionale, più vicino alla logica dell’infrastruttura e dei servizi alle imprese.

È lo stesso fronte su cui il mercato sta rivalutando l’intera filiera, come mostrato dal caso Microsoft sfida Nvidia con ordini per 678 miliardi. La partita, però, non è priva di rischi. Uno sviluppo accelerato degli agenti IA può aumentare i costi per centri dati, semiconduttori e sicurezza dei modelli, in una fase in cui gli investitori chiedono prove concrete di ritorno sul capitale.

Il precedente Reality Labs pesa ancora nella memoria del mercato, perché ha mostrato quanto una grande scommessa tecnologica possa assorbire risorse prima di generare ricavi significativi. Per questo il manifesto di Zuckerberg va letto come un segnale strategico più che come una semplice dichiarazione di visione. Se l’IA agentica diventerà un prodotto monetizzabile, Meta potrebbe affiancare alla pubblicità un secondo motore di crescita; se invece resterà soprattutto una voce di costo, la pressione sui margini potrebbe tornare al centro del dibattito.

Il tema si lega anche al rinnovato interesse per il software, già emerso nel nostro approfondimento su Software e intelligenza artificiale, torna l’interesse sui titoli SaaS. In Borsa la questione è quindi meno futuristica di quanto sembri. Gli investitori stanno cercando di capire se la nuova ondata di IA agentica possa trasformarsi in ricavi ricorrenti, capacità di prezzo e maggiore fidelizzazione degli utenti.

La risposta non arriverà dal manifesto, ma dai prossimi trimestri: crescita dei ricavi non pubblicitari, spesa in infrastrutture e disciplina sui costi saranno i dati da osservare.

Fonti - The Motley Fool

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