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Fed, inflazione in risalita: la riunione di luglio diventa un test per Bitcoin

L’inflazione in risalita trasforma la riunione Fed di luglio in uno snodo sui tassi. Bitcoin resta poco mosso, ma il mercato guarda al dollaro.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Fed, inflazione in risalita: la riunione di luglio diventa un test per Bitcoin

La riunione di luglio della Federal Reserve si presenta come uno snodo più delicato del previsto, dopo i segnali di inflazione in risalita negli Stati Uniti. Il tema non è più soltanto quando tagliare i tassi, ma se la banca centrale debba riaprire il confronto su un possibile rialzo dei tassi per difendere la credibilità anti-inflazione. La stampa finanziaria statunitense ha indicato che l’accelerazione dei prezzi ha trasformato il prossimo appuntamento della Federal Reserve in un confronto più acceso sulla traiettoria della politica monetaria.

Il punto centrale è l’equilibrio tra una crescita ancora da preservare e il rischio che l’inflazione resti troppo distante dagli obiettivi della banca centrale. Il mercato delle criptovalute osserva la Fed con cautela. Bitcoin scambia a 64.722,36 dollari, in rialzo dello 0,54% nelle ultime 24 ore, un movimento contenuto che segnala attesa più che direzione. In questa fase, anche chi segue la nostra pagina su comprare Bitcoin deve leggere il prezzo dentro un quadro macro dominato da tassi, dollaro e liquidità globale, non come variabile isolata.

La questione si inserisce in una settimana già carica per i mercati azionari statunitensi. Come abbiamo scritto nell’analisi su Fed e conti Big Tech, Wall Street arriva all’appuntamento con due motori di volatilità: politica monetaria e risultati societari. Anche il quadro descritto in Wall Street sotto pressione resta attuale, perché il mercato continua a pesare il rischio che tassi più alti comprimano le valutazioni degli asset più sensibili alla crescita.

Per le criptovalute, il canale di trasmissione passa soprattutto dal dollaro e dai rendimenti reali. Una Fed più aggressiva tende a rendere meno attraenti gli asset privi di cedola, mentre un orientamento più morbido può sostenere la propensione al rischio. Il tema si affianca al fronte regolamentare, già emerso nel nostro approfondimento su Goldman e il Clarity Act, perché il settore resta esposto sia alle scelte di Washington sia alle decisioni della banca centrale.

Il nodo, per ora, è l’assenza di una direzione univoca. Se la Fed segnalasse una maggiore disponibilità a contrastare l’inflazione con nuovi rialzi, i mercati potrebbero rivedere le attese sui rendimenti e sulla liquidità disponibile. Al contrario, un messaggio più prudente manterrebbe aperta la lettura di una banca centrale ancora attenta al rallentamento economico, con effetti diversi su azioni, obbligazioni e trading criptovalute.

La riunione di luglio diventa quindi un test di comunicazione oltre che di politica monetaria. Per Bitcoin, la tenuta sopra area 64.000 dollari mostra per ora una reazione ordinata, ma il vero passaggio sarà capire se il mercato inizierà a prezzare un ciclo dei tassi più rigido. In assenza di indicazioni definitive, la volatilità potrebbe restare legata più alle parole della Fed che ai movimenti immediati dei singoli asset.

Fonti - Fonte consultata

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