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NVIDIA resta il titolo IA preferito: ricavi 2028 visti al 70%

Motley Fool rilancia il caso NVIDIA: il titolo resta a 218,29 dollari mentre il mercato valuta semiconduttori IA, CUDA e crescita attesa nel 2028.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
NVIDIA resta il titolo IA preferito: ricavi 2028 visti al 70%

Il caso NVIDIA è tornato al centro del dibattito dopo che Motley Fool ha indicato il gruppo come scelta principale tra i titoli esposti all’intelligenza artificiale. Il passaggio più rilevante è la previsione attribuita alla direzione finanziaria: crescita dei ricavi del 70% nell’esercizio fiscale 2028. Il titolo scambia a 218,29 dollari, con una variazione a 24 ore pari a -0,03%, segnale di una seduta sostanzialmente ferma nonostante il ritorno del tema IA nelle analisi di mercato.

Il quadro resta coerente con il nostro recente approfondimento sulla scommessa IA al 2030, dove Wall Street chiedeva prove più concrete sulla durata del ciclo di spesa. Motley Fool ha sottolineato il ruolo dei processori grafici come infrastruttura centrale della nuova domanda legata ai modelli di intelligenza artificiale. La tesi poggia anche su CUDA, la piattaforma che ha contribuito a rendere l’ecosistema del gruppo uno standard operativo per molti sviluppatori e centri dati.

Il ragionamento arriva mentre il mercato guarda anche alle possibili quotazioni di Anthropic e OpenAI entro la fine del 2026, eventi che potrebbero allargare il paniere dei titoli direttamente legati all’IA. La stessa competizione per il capitale è emersa nella nostra analisi sull’operazione collegata all’Ipo Anthropic, dove la filiera dell’intelligenza artificiale è apparsa sempre più intrecciata tra produttori di semiconduttori e sviluppatori di modelli. La valutazione positiva rilanciata dalla testata statunitense non nasce da un singolo trimestre, ma dall’idea che il mercato non stia ancora incorporando pienamente la domanda prevista nei prossimi anni.

In questo senso, il confronto con il nostro aggiornamento sul nuovo target rialzista mostra come il prezzo fermo intorno a 218 dollari non abbia chiuso il dibattito sulla crescita futura. Restano però elementi di rischio: i grandi clienti della nuvola informatica stanno studiando semiconduttori su misura e altri produttori provano a ridurre la dipendenza dai processori grafici dominanti. Il tema è emerso anche nell’analisi su Broadcom e i 230 miliardi legati all’IA, dove la spinta verso soluzioni personalizzate è stata indicata come una variabile competitiva sempre più concreta.

Per il lettore italiano, il caso va letto anche in confronto con società di profilo molto diverso come Ferrari, dove i driver di Borsa dipendono da lusso, marchio e margini industriali più che da infrastrutture di calcolo. Nelle analisi comparative sulle migliori azioni da comprare, la differenza principale resta la concentrazione del rischio: qui il motore è la spesa globale in intelligenza artificiale, non il ciclo tradizionale dei consumi. La tesi resta quindi ambiziosa ma misurabile: se la previsione sui ricavi del 2028 troverà conferme nei prossimi trimestri, il mercato avrà nuovi elementi per valutare il premio riconosciuto al titolo.

In caso contrario, anche un leader dei semiconduttori per IA potrebbe subire una revisione delle aspettative, perché il numero chiave indicato da Collette Kress resta quel 70% che ora Wall Street dovrà verificare.

Fonti - The Motley Fool

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