Google accelera sui chip IA: MediaTek nel nuovo progetto TPU
Alphabet sarebbe al lavoro su una nuova TPU per l’intelligenza artificiale con MediaTek, mentre il titolo arretra nel premarket.

Alphabet (Google) sarebbe al lavoro su una nuova generazione di chip per l’intelligenza artificiale, con MediaTek indicata ancora come partner esclusivo per lo sviluppo. Stocktwits ha riportato che il progetto riguarderebbe una versione aggiornata della piattaforma TPU v9, in una fase in cui le grandi società tecnologiche cercano maggiore controllo sull’hardware che sostiene i carichi di lavoro IA. La notizia arriva dopo una settimana positiva per il titolo, ma con un avvio più prudente nel premercato di lunedì 22 giugno 2026.
Le azioni Alphabet risultavano in calo di circa 1% nelle contrattazioni anticipate, dopo un progresso settimanale del 2,3% che aveva interrotto una serie negativa durata cinque settimane. Secondo quanto riportato da Stocktwits, l’analista della filiera Ming-Chi Kuo ha indicato che il nuovo chip sarebbe noto internamente con il nome in codice Triggerfish. Il progetto dovrebbe partire dall’attuale architettura TPU v9, chiamata Humufish, ma con capacità di inferenza più robuste per applicazioni come agenti IA e apprendimento per rinforzo.
Il punto centrale non è solo la singola componente, ma la direzione strategica di Google: ridurre la dipendenza da chip generici e ottimizzare infrastrutture proprietarie per modelli sempre più complessi. È lo stesso terreno competitivo che abbiamo analizzato parlando della filiera IA in Nvidia e SpaceX puntano a ricavi da 1.000 miliardi a testa, dove la capacità di calcolo resta il collo di bottiglia più osservato da Wall Street. Per MediaTek, il possibile incarico rafforzerebbe una trasformazione già in corso: da società storicamente legata agli smartphone a fornitore di silicio per i grandi gruppi tecnologici statunitensi.
Stocktwits ha indicato che l’azienda taiwanese ha ampliato nell’ultimo anno i rapporti con clienti di primo piano impegnati nello sviluppo di hardware personalizzato per l’IA. Il quadro si inserisce anche nelle collaborazioni che coinvolgono NVIDIA, con MediaTek citata per il superchip GB10 Grace Blackwell e per iniziative più ampie nel calcolo accelerato. Il tema è vicino anche alla nostra analisi su Nvidia guarda a Marvell come prossimo colosso da 1.000 miliardi nella filiera IA, dove emerge come i fornitori specializzati stiano acquisendo peso nella catena del valore.
Anche Microsoft è parte del contesto competitivo, perché Stocktwits ha riportato che MediaTek e il gruppo di Redmond hanno esteso la cooperazione sull’IA periferica, mostrando flussi di lavoro tra nube e dispositivi basati sui modelli Phi. Le azioni Microsoft scambiano a 379,4 dollari, in rialzo dello 0,13%, segnale di una seduta per ora poco direzionale sul titolo rispetto al movimento più specifico osservato su Alphabet. La corsa ai chip personalizzati resta uno dei temi più sensibili per il mercato azionario statunitense, perché incrocia margini dei servizi in nube, costi dei centri dati e capacità di differenziare l’offerta IA.
In questo scenario, la nostra copertura su Intel riaccende la corsa ai chip Usa, TSMC resta il benchmark mostra come il confronto non riguardi solo le società di software, ma l’intera architettura industriale dei semiconduttori. Per gli investitori, la notizia aggiunge un nuovo tassello al confronto tra Big Tech e fornitori asiatici nella costruzione di infrastrutture proprietarie. Resta però una fase da seguire con prudenza: il mercato sta premiando le narrazioni legate all’IA, ma continua a chiedere prove concrete su ritorni economici, tempi di produzione e sostenibilità dei costi.