Microsoft corre dopo i conti, Alphabet brucia cassa: il vero nodo è il conto dell’IA
Microsoft sale dopo i conti mentre Alphabet scivola: gli investitori misurano spese IA, flussi di cassa e portafoglio contratti.

Microsoft ha incassato una reazione di Borsa molto più favorevole rispetto ad Alphabet (Google), nonostante entrambe abbiano aumentato con forza la spesa per infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Il punto che divide Wall Street è diventato quando gli investimenti nell’IA smetteranno di pesare sui flussi di cassa e inizieranno a tradursi in ritorni visibili. Il titolo Microsoft scambia a 464,72 dollari, in rialzo del 3,02% nelle ultime 24 ore, dopo un movimento post-conti che 24/7 Wall St. ha indicato nell’ordine del 15%.
Alphabet, invece, è stata penalizzata dal mercato dopo avere registrato il primo trimestre con flusso di cassa libero negativo, un passaggio che ha reso più sensibile il tema del costo dell’espansione nell’IA. Per Alphabet il trimestre ha mostrato numeri operativi ancora forti: 24/7 Wall St. ha riportato ricavi per 119,796 miliardi di dollari nel secondo trimestre e una forte accelerazione di Google Cloud. La stessa fonte ha indicato una crescita dell’82% per la divisione nuvola, con margine operativo salito al 35,6%, ma anche investimenti trimestrali per 44,9 miliardi e flusso di cassa libero a -5,9 miliardi.
La differenza, per ora, passa anche dall’architettura industriale. Alphabet punta su un’impostazione più integrata, dai chip proprietari TPU fino a Gemini, riducendo in teoria la dipendenza dai chip di NVIDIA. Microsoft, al contrario, beneficia dell’alleanza con OpenAI ma 24/7 Wall St. ha segnalato anche un impatto negativo da 4,9 miliardi di dollari sui ricavi contabili GAAP legato alle perdite dei partner.
La lettura degli investitori è quindi meno lineare di quanto suggeriscano i soli ricavi. Microsoft può contare, secondo 24/7 Wall St., su un portafoglio contratti da 678 miliardi di dollari, elemento che offre maggiore visibilità sui ricavi futuri e aiuta a spiegare una valutazione più alta; per seguire il titolo in tempo reale resta centrale la pagina delle azioni Microsoft. Alphabet appare più conveniente su alcune metriche, ma il mercato vuole prove che il picco della spesa sia vicino.
Il tema non nasce oggi. Nei giorni scorsi avevamo già analizzato come Microsoft e Amazon stessero correndo sulla nuvola mentre Alphabet restava più indietro, con gli investitori concentrati sulla qualità della crescita oltre che sui ricavi. La stessa pressione si è vista nel comparto dei chip IA in rialzo per i piani dei grandi gruppi tecnologici, dove la domanda di infrastrutture resta uno dei motori principali del mercato.
La valutazione di Alphabet, indicata da 24/7 Wall St. intorno a 15 volte gli utili, può apparire meno esigente se la spesa per l’IA dovesse stabilizzarsi. Tuttavia la sospensione del riacquisto di azioni proprie e la guida sugli investimenti 2026 tra 195 e 205 miliardi di dollari hanno spostato l’attenzione dal potenziale tecnologico alla disciplina finanziaria. Per Microsoft il rischio è diverso: il mercato sta già riconoscendo un premio alla certezza dei ricavi futuri e alla capacità di monetizzare l’IA attraverso servizi aziendali.
Il confronto con Alphabet resta quindi aperto, ma il prossimo trimestre dovrà chiarire se la spesa per centri dati, energia e chip sta costruendo margini o solo aumentando il fabbisogno di capitale, un tema collegato anche alla corsa alle infrastrutture raccontata nel caso TerraPower e la scommessa nucleare di Gates.