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Keel perde 145 milioni nel passaggio da Bitcoin all’IA

La ex Bitfarms chiude il primo trimestre 2026 in rosso per 145 milioni di dollari mentre accelera verso infrastrutture per IA dopo il riassetto.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Keel perde 145 milioni nel passaggio da Bitcoin all’IA

Keel Infrastructure, società di infrastrutture digitali nata dal riassetto dell’ex Bitfarms, ha chiuso il primo trimestre 2026 con una perdita netta di 145 milioni di dollari mentre completa l’uscita dal vecchio modello centrato sull’estrazione di Bitcoin. Decrypt ha riportato che si tratta del primo rendiconto trimestrale pubblicato con il nuovo marchio Keel.

I ricavi del trimestre terminato il 31 marzo sono scesi a circa 37 milioni di dollari, in calo del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come indicato dai dati diffusi dalla società e riportati da Decrypt. Il dato fotografa una fase di transizione nella quale Keel sta assorbendo i costi del cambio di struttura e di strategia, dopo anni in cui Bitfarms era identificata soprattutto con le attività di estrazione di BTC.

Il conto economico mostra anche un peggioramento della gestione operativa: la perdita operativa è salita a 98 milioni di dollari, contro 35 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente. Decrypt ha collegato l’ampliamento del rosso anche a una perdita da 41 milioni legata alla variazione del valore equo degli attivi digitali e a una perdita da 22 milioni connessa all’estinzione di una linea di credito con Macquarie.

La nuova configurazione societaria è diventata effettiva il 1º aprile, quando Keel è diventata la controllante di Bitfarms Ltd. nell’ambito di una redomiciliazione dal Canada agli Stati Uniti, secondo quanto riportato da Decrypt. La società con sede a New York ha così chiuso una revisione strategica durata quasi due anni, presentata dal management come passaggio necessario per spostare il baricentro del gruppo.

Il nuovo asse industriale non è più l’estrazione di BTC, ma il calcolo ad alte prestazioni per carichi di lavoro collegati all’intelligenza artificiale. In questo contesto, l’evoluzione di Keel va letta come un tentativo di riutilizzare competenze e infrastrutture energeticamente intensive in un mercato diverso da quello originario; per il quadro di base sull’asset da cui la società si sta allontanando, resta utile il nostro approfondimento dedicato.

Nel riassetto rientra anche la semplificazione geografica. Decrypt ha scritto che Keel ha completato l’uscita dalle attività in America Latina attraverso la vendita del sito di Paso Pe, in Paraguay, cedendo asset considerati non centrali nella nuova impostazione. La decisione conferma la volontà di concentrare capitale e attenzione sulle infrastrutture per l’IA, invece che su impianti legati alla produzione di BTC.

Sul fronte della liquidità, Keel ha indicato disponibilità totali per circa 533 milioni di dollari all’8 maggio, elemento che attenua ma non elimina il peso del rosso trimestrale. La società resta infatti in una fase in cui la capacità di finanziare la trasformazione sarà osservata insieme alla velocità con cui le nuove attività potranno incidere sui ricavi.

La vicenda arriva mentre l’ecosistema dell’estrazione di BTC continua a cambiare sia sul piano industriale sia su quello tecnico: negli stessi giorni, abbiamo seguito anche l’adozione di Stratum V2 da parte dei grandi gruppi di estrazione. Nel caso di Keel, però, il segnale è più netto: il gruppo non si limita ad aggiornare l’infrastruttura esistente, ma sta cercando un’identità diversa fuori dal perimetro tradizionale dell’estrazione.

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