Meta accelera su Iris: il processore IA interno va in produzione
Meta punta a produrre Iris da settembre e a raddoppiare la capacità di calcolo entro il 2027, mentre Wall Street valuta costi e ricavi IA.

Meta Platforms prepara un nuovo passo nella corsa all’intelligenza artificiale: il processore interno Iris dovrebbe entrare in produzione a settembre, all’interno di un piano che punta a portare la capacità dei centri dati a 14 gigawatt nel 2027. The Motley Fool ha riportato che l’iniziativa rientra nella strategia di Mark Zuckerberg per trasformare il gruppo in uno dei principali operatori infrastrutturali dell’IA. Il punto centrale non è solo tecnologico, ma industriale.
Secondo quanto riportato, la direttrice finanziaria Susan Li aveva già riconosciuto che la capacità pianificata tra 12 e 36 mesi fa non basta più rispetto alla domanda attuale di calcolo. La costruzione di nuovi centri dati richiede tempi pluriennali, un tema che riguarda l’intero settore e che abbiamo visto anche nel caso dell’accordo tra Microsoft e 3M sull’ottica per i centri dati IA. In Borsa, il titolo Meta scambia a 646,01 dollari, in calo del 2,79% nelle ultime 24 ore.
Il mercato continua a trattare le azioni Meta con un multiplo prezzo/utili attesi di circa 21 volte, inferiore a quello di diversi grandi gruppi tecnologici statunitensi, spesso valutati intorno a 25 volte o oltre. La scommessa degli investitori è capire se l’aumento della spesa in capitale potrà tradursi in crescita redditizia, e non soltanto in maggiori ammortamenti. La posta in gioco è ampia perché Meta monetizza una base di oltre 3,5 miliardi di utenti attivi giornalieri attraverso pubblicità, raccomandazioni e strumenti automatizzati.
L’IA serve a rendere più efficiente il targeting degli annunci e a migliorare il rendimento delle piattaforme social, che restano la principale fonte di ricavi del gruppo. Il confronto con Alphabet resta inevitabile, come emerso nella nostra analisi su IA, pubblicità e conti attesi da Wall Street. Iris segnala anche la volontà di ridurre, almeno in parte, la dipendenza da fornitori esterni di semiconduttori ad alte prestazioni.
Per società specializzate come Broadcom, il tema dei processori personalizzati e delle infrastrutture IA resta uno dei principali motori di attenzione da parte del mercato. La stessa pressione competitiva attraversa tutto il comparto, come indicato nel nostro approfondimento sui semiconduttori sotto pressione tra AMD, Intel e NVIDIA. Il piano di Meta arriva in una fase in cui Wall Street premia ancora la crescita legata all’IA, ma chiede maggiore visibilità sui ritorni degli investimenti.
Il caso Palantir, tra crescita IA e valutazioni tese, mostra quanto il mercato sia disposto a rivedere rapidamente le aspettative quando il prezzo incorpora scenari molto ambiziosi. Per Meta, il vantaggio potenziale è che il titolo non viene ancora valutato come un leader puro dell’IA, almeno secondo i multipli citati da The Motley Fool. Restano però rischi concreti: capacità energetica, tempi di costruzione, disponibilità di componenti e disciplina sui costi.
Un raddoppio della capacità di calcolo a 14 gigawatt richiede investimenti enormi e coordinamento con reti elettriche, fornitori e autorizzazioni locali. Se Iris riuscirà a migliorare efficienza e costi per unità di calcolo, il progetto potrà rafforzare la narrativa industriale di Meta; in caso contrario, la spesa per l’IA rischia di pesare più sui margini che sulla crescita.