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Semiconduttori sotto pressione: AMD, Intel e NVIDIA pagano i dubbi sull’IA

Vendite sui semiconduttori Usa: AMD, Intel, NVIDIA e Broadcom arretrano mentre il mercato pesa costi e ritorni dell’IA.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Semiconduttori sotto pressione: AMD, Intel e NVIDIA pagano i dubbi sull’IA

AMD, Intel e NVIDIA sono finite sotto pressione venerdì a Wall Street, in una seduta che ha riportato l’attenzione sui multipli elevati del comparto dei semiconduttori. Il movimento ha colpito anche Broadcom, segnalando una rotazione più ampia fuori dai titoli legati all’intelligenza artificiale dopo mesi di rialzi molto aggressivi. 24/7 Wall St. ha riportato che AMD è arrivata a perdere circa 5% nella mattinata statunitense, mentre Intel ha ceduto circa 4% e NVIDIA circa 3% prima di recuperare parte delle perdite.

Broadcom risultava in calo di circa 2%, mentre il principale fondo quotato statunitense sui semiconduttori citato dalla testata scendeva di circa 3% nelle prime contrattazioni. Il titolo NVIDIA scambia a 203,01 dollari, con una variazione giornaliera di -2,12%, confermando una fase più nervosa dopo il rally legato alla domanda di chip per centri dati. Il tema resta centrale anche per chi segue le azioni NVIDIA, perché il mercato sta iniziando a distinguere tra crescita dei ricavi e sostenibilità dei margini in un ciclo di investimenti sempre più costoso.

La pressione non nasce da una singola notizia societaria, ma da un riposizionamento del mercato sui nomi che hanno beneficiato maggiormente della spesa in infrastrutture IA. 24/7 Wall St. ha indicato che il comparto globale dei semiconduttori ha perso 3.300 miliardi di dollari di valore da giugno, mentre l’aumento delle attese di spesa in conto capitale di Taiwan Semiconductor ha alimentato timori su una possibile compressione dei margini lungo la filiera. Il punto critico è il rapporto tra valutazioni e ritorni economici degli investimenti in IA.

Secondo i dati citati da 24/7 Wall St., AMD tratta a un multiplo prezzo/utili di circa 163 volte, un livello che lascia poco spazio a delusioni se le aspettative sulla spesa per centri dati dovessero ridimensionarsi. È lo stesso nodo emerso nella nostra analisi su come AMD sfida NVIDIA nei data center IA, dove la concorrenza tra fornitori di chip si intreccia con le strategie di Microsoft e Meta. La correzione arriva in una settimana in cui Wall Street sta rivalutando più in generale il premio riconosciuto ai titoli collegati all’IA.

Il confronto con le grandi piattaforme tecnologiche resta diretto: Amazon è stata al centro dell’attenzione per il ruolo dell’IA nel cloud, come raccontato nell’approfondimento su Amazon e il traguardo dei 4.000 miliardi, mentre Alphabet si avvicina ai conti con aspettative concentrate su pubblicità e intelligenza artificiale, tema analizzato nell’articolo su Alphabet prima del 22 luglio. Per il settore dei chip, il segnale di venerdì non cancella la domanda strutturale di acceleratori, memoria e infrastrutture per calcolo avanzato, ma mostra che il mercato è meno disposto a pagare qualsiasi prezzo per la crescita futura. La rotazione colpisce soprattutto i titoli più estesi, perché in una fase di avversione al rischio i multipli elevati diventano il primo bersaglio delle prese di profitto.

Il prossimo passaggio sarà capire se il calo resterà una correzione tecnica o se anticiperà una revisione più ampia delle stime sul ciclo IA. Per ora, la reazione dei semiconduttori suggerisce che gli investitori stanno chiedendo prove più concrete sui ritorni della spesa, non solo nuove previsioni di domanda. In questo quadro, anche la selezione tra le migliori azioni da comprare diventa più sensibile a utili, margini e flussi di cassa, non soltanto alla narrativa sull’innovazione.

Fonti - 24/7 Wall St.

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