Microsoft e Meta al test dei conti: IA e cloud dividono Wall Street
Microsoft e Meta arrivano ai conti del 29 luglio con storie diverse sull'intelligenza artificiale: pubblicità immediata contro capacità cloud.

Microsoft e Meta Platforms arrivano ai conti del 29 luglio con due narrazioni molto diverse sull’intelligenza artificiale. La prima deve dimostrare che la domanda per Azure può tradursi in crescita senza colli di bottiglia infrastrutturali; la seconda punta a confermare che l’intelligenza artificiale alimenta già la macchina pubblicitaria. Il confronto si apre in una fase delicata per Wall Street, dopo una correzione di circa il 10% per entrambi i titoli indicata da 24/7 Wall St.
Le azioni Microsoft scambiano a 389 dollari, in rialzo dell’1,91% nelle ultime 24 ore, ma il mercato resta concentrato sul ritmo del cloud e sulla capacità disponibile per i carichi legati all’intelligenza artificiale. 24/7 Wall St. ha indicato che Meta parte da un modello più immediato: gli aggiornamenti agli strumenti pubblicitari e ai sistemi di raccomandazione possono essere incorporati rapidamente nel flusso degli annunci. Nell’ultimo trimestre comunicato, la società ha registrato ricavi per 56,31 miliardi di dollari, in aumento del 33,1% su base annua, con impression pubblicitarie salite del 19% e prezzo medio per annuncio in crescita del 12%.
Per Microsoft il nodo è diverso, perché la domanda enterprise passa attraverso contratti cloud, nuovi server e disponibilità di processori grafici. Nel trimestre fiscale più recente, il gruppo ha riportato ricavi per 82,89 miliardi di dollari, in aumento del 18,3%, mentre Azure è cresciuta del 40% e il giro d’affari annualizzato legato all’intelligenza artificiale è stato indicato a 37 miliardi, più che raddoppiato su base annua. Il rischio, per il mercato, è che una crescita di Azure sotto l’area 40-42% possa riaprire il tema della capacità insufficiente, più che quello della domanda.
È lo stesso spartiacque emerso anche nella nostra analisi su Nadella e il rischio bolla dell’intelligenza artificiale: l’entusiasmo per i ricavi futuri deve fare i conti con tempi lunghi di costruzione dei data center e consegna dei componenti. Il confronto coinvolge anche NVIDIA, perché la disponibilità di processori grafici resta uno dei vincoli principali per l’intera filiera. Non è un caso che Wall Street stia leggendo insieme utili, investimenti e forniture, come emerso nel nostro approfondimento su Microsoft e NVIDIA trattate da titoli value e nella notizia su Intel e l’aumento dei capex 2026, dove il capex 2026 è tornato centrale per gli investitori.
Meta, invece, deve convincere che l’accelerazione pubblicitaria non sia già incorporata nelle attese e che l’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle applicazioni continui a sostenere engagement e prezzi. Il mercato osserva anche il flusso di talenti e prodotti nel settore, dopo il caso Yoodli e l’arrivo di Murthy da Meta, mentre le valutazioni restano un tema aperto per chi segue le migliori azioni da comprare senza trasformare i conti trimestrali in un segnale automatico. La seduta del 29 luglio dirà quindi se Wall Street preferirà il premio di valutazione legato alla crescita immediata della pubblicità digitale o la promessa di un cloud più grande ma più lento da monetizzare.
Per Microsoft, il punto chiave sarà mostrare che gli investimenti in capacità possono sostenere ricavi immediati; per Meta, che l’effetto dell’intelligenza artificiale sugli annunci non sia solo un picco di breve periodo.