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Microsoft e NVIDIA trattate da titoli value: il paradosso dell’IA a Wall Street

Microsoft e NVIDIA entrano nel dibattito sui titoli value: multipli, crescita IA e S&P 500 ridisegnano le attese di Wall Street.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Microsoft e NVIDIA trattate da titoli value: il paradosso dell’IA a Wall Street

Microsoft e NVIDIA, due protagoniste della corsa all’intelligenza artificiale, sono finite al centro di un confronto insolito: non più soltanto crescita, ma anche valore. The Motley Fool ha indicato che entrambe vengono oggi guardate da una parte del mercato come possibili titoli value, mentre il S&P 500 resta il riferimento con cui misurare multipli e performance. Il paradosso è evidente perché le due società restano tra i nomi più importanti della tecnologia statunitense, ma il mercato sta iniziando a distinguere tra crescita attesa e prezzo già incorporato nelle quotazioni.

Le azioni Microsoft scambiano a 381,7 dollari, con una variazione giornaliera marginale positiva dello 0,03%, in un contesto in cui gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità dei costi legati all’IA. The Motley Fool ha ricordato che NVIDIA è il caso più sorprendente: dal minimo dell’autunno 2022 il titolo è salito di oltre 1.700%, spinto dalla domanda per acceleratori utilizzati nei modelli di IA generativa. Nonostante questo rally, la società viene descritta come meno cara rispetto alla propria storia recente, anche dopo aver raggiunto una capitalizzazione di mercato indicata a 5.100 miliardi di dollari.

Il punto centrale riguarda i multipli. NVIDIA viene segnalata con un rapporto prezzo/utili pari a 32, poco sopra la media del S&P 500 indicata a 29, un livello che secondo The Motley Fool rende il titolo il meno costoso dal 2019 in rapporto agli utili. Nel primo trimestre dell’esercizio fiscale 2027, chiuso il 26 aprile, i ricavi sono aumentati dell’85% su base annua, mentre l’utile netto è cresciuto del 211%.

Questi numeri spiegano perché il mercato non stia semplicemente abbandonando il tema IA, ma lo stia ricalibrando. La questione è se una società già arrivata a una capitalizzazione così elevata possa continuare a offrire lo stesso profilo asimmetrico degli anni passati, tema già emerso nella nostra analisi su Nvidia e Planet Labs tra ricavi e margini opposti. Per Microsoft il ragionamento è diverso: il gruppo resta esposto all’IA attraverso il cloud, il software e l’integrazione nei prodotti aziendali, ma il recente arretramento del titolo ha riaperto il dibattito sulla valutazione.

La pressione sui costi infrastrutturali, già evidente nel settore come mostrato dal caso Alphabet e il conto del cloud legato all’IA, è diventata uno dei filtri principali con cui Wall Street valuta le grandi piattaforme tecnologiche. La lettura value, però, non equivale a un giudizio privo di rischi. I multipli possono apparire più ragionevoli solo se la crescita degli utili resta elevata, mentre un rallentamento della domanda per semiconduttori o servizi cloud potrebbe cambiare rapidamente il quadro.

È lo stesso nodo che attraversa le opzioni su Big Tech prima dei conti, dove volatilità e aspettative sugli utili restano strettamente collegate. In questa fase, il confronto tra Microsoft e NVIDIA dice soprattutto che l’IA non è più una storia comprata a qualsiasi prezzo. Gli investitori stanno iniziando a chiedere una combinazione più rigorosa di crescita, margini e valutazioni, un passaggio che rende più selettivo anche il dibattito sulle migliori azioni da comprare nel comparto tecnologico.

Fonti - The Motley Fool

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