NVIDIA a 19 volte gli utili, AMD a 59: il duello IA divide Wall Street
NVIDIA tratta a multipli inferiori ad AMD nonostante il dominio nell’IA. Il mercato rilegge il peso di server, Cpu e infrastrutture.

NVIDIA torna al centro del dibattito sulle valutazioni dell’intelligenza artificiale, ma questa volta il confronto non premia automaticamente il leader dei processori grafici. 24/7 Wall St. ha messo in evidenza il divario con AMD: circa 19 volte gli utili attesi per la prima contro 59 volte per la seconda, dopo il forte rialzo del titolo AMD nel 2026. Il tema è rilevante perché il mercato non sta più valutando solo chi vende i processori grafici più richiesti, ma l’intera catena che rende possibile il calcolo per l’IA.
Le azioni NVIDIA scambiano a 194,83 dollari, in calo dell’1,39% nelle ultime 24 ore, mentre gli investitori si interrogano su quanto del dominio nei semiconduttori sia già incorporato nei prezzi. La tesi riportata da 24/7 Wall St. è che la crescita dell’IA stia entrando in una fase più ampia, fatta di centri dati, reti, memoria, archiviazione e server. In questo quadro, Lisa Su ha indicato che il mercato delle Cpu per server potrebbe superare 120 miliardi di dollari entro il 2030, con una crescita annua superiore al 35%, perché ogni gruppo di processori grafici aumenta anche la domanda di Cpu.
Il ragionamento spiega perché AMD, pur non avendo la stessa forza di NVIDIA negli acceleratori, venga osservata con maggiore attenzione sul lato delle infrastrutture. La rotazione narrativa è coerente con quanto emerso anche nel caso Foxconn accelera con i server IA, ma pesa il rischio geopolitico, dove la domanda di server per l’intelligenza artificiale resta un motore industriale, ma non privo di rischi. La partita, quindi, non riguarda soltanto il processore più potente, ma la capacità di presidiare i colli di bottiglia dell’intero ecosistema.
Anche la nostra analisi su Qualcomm accelera nei chip IA ha mostrato come la concorrenza stia cercando spazi alternativi rispetto al dominio di NVIDIA, con accordi mirati su semiconduttori e servizi per il calcolo avanzato. Il confronto tra multipli ricorda che Wall Street può attribuire premi molto diversi anche a società percepite come vincenti nei rispettivi settori. Non è un caso che titoli lontani dai semiconduttori, come Ferrari, vengano spesso valutati con metriche peculiari legate a margini, scarsità e crescita attesa: nel caso dell’IA, però, il rischio è che le attese sui ricavi futuri siano più esposte a revisioni rapide.
Resta anche il nodo finanziario dell’espansione dei centri dati. Il tema del debito legato all’IA, già affrontato nell’approfondimento Il debito dell’IA finisce nel mirino dei regolatori globali, pesa sul modo in cui gli investitori valutano fornitori di chip, costruttori di server e società che finanziano nuova capacità computazionale. Per NVIDIA il punto critico è capire se un multiplo più basso rifletta prudenza eccessiva o timori su una normalizzazione futura della crescita.
Per AMD, invece, il premio incorpora la scommessa che la domanda di Cpu per server acceleri davvero come previsto; una dinamica da seguire anche nelle analisi sulle migliori azioni da comprare, senza confondere valutazione relativa e indicazione operativa. Un ulteriore segnale arriva dal software, dove le partnership con i produttori di semiconduttori stanno diventando parte integrante della narrativa sull’IA. La lettura emersa con Palantir balza con l’intesa NVIDIA conferma che la domanda non si concentra su un solo anello della catena, ma si distribuisce tra chip, server, piattaforme e applicazioni.