Salta al contenuto principale

NVIDIA, Wall Street guarda al conto IA da 2.000 miliardi

La flessione dei semiconduttori non chiude il caso IA: TIKR richiama il nodo dei 2.000 miliardi mentre tassi e petrolio pesano su Wall Street.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
NVIDIA, Wall Street guarda al conto IA da 2.000 miliardi

NVIDIA resta al centro del dibattito su Wall Street dopo una seduta negativa per i semiconduttori, nonostante nuovi segnali di domanda robusta lungo la filiera dell’intelligenza artificiale. Il titolo scambia a 229,62 dollari, in calo dello 0,38% nelle ultime 24 ore, mentre il mercato prova a capire se la spesa per i centri dati sia vicina al picco o solo a una nuova fase di espansione. TIKR ha riportato che Taiwan Semiconductor Manufacturing ha comunicato vendite tali da portare i ricavi del terzo trimestre in aumento del 51% su base annua.

La reazione dei titoli dei semiconduttori è stata comunque debole, in una giornata appesantita anche dal Petrolio Brent, salito del 4% a 104 dollari, e dal rendimento del Treasury decennale al 5,33%. Il punto, per gli operatori, non è soltanto la crescita degli ordini attuali, ma la sostenibilità finanziaria dell’intero ciclo di investimenti nell’IA. TIKR ha indicato come cifra chiave 2.000 miliardi di dollari, richiamando il confronto tra chi vede un eccesso di entusiasmo e chi ritiene ancora sottostimata la costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

La pressione sui listini arriva dopo settimane in cui il mercato ha alternato entusiasmo e cautela sui titoli legati all’IA. Il tema era già emerso nella nostra ricostruzione sui ricavi e sui multipli, dove la crescita operativa del gruppo veniva messa a confronto con valutazioni considerate da una parte di Wall Street meno tirate di quanto suggerisca il rally degli ultimi anni. TIKR ha ricordato anche l’intervento di Jim Cramer, volto noto di CNBC, che ha collegato il calo dei semiconduttori alla narrativa secondo cui la spesa per i centri dati starebbe raggiungendo un massimo ciclico.

Nella stessa ricostruzione, il fondatore di SemiAnalysis, Dylan Patel, ha indicato nel Big Technology Podcast che le stime diffuse sulla domanda di semiconduttori per IA sarebbero sottodimensionate rispetto alla scala del ciclo in corso. Il tema si inserisce in un contesto più ampio di crescente scrutinio sugli investimenti in intelligenza artificiale. Il caso Firmus ha alimentato dubbi sulla distanza tra valutazioni e ricavi effettivi, mentre l’aggiornamento sui ricavi previsti di OpenAI ha riportato l’attenzione sulla capacità della domanda finale di assorbire spese infrastrutturali sempre più elevate.

A pesare non è solo la tecnologia, ma anche il costo del capitale. Il rialzo dei rendimenti obbligazionari aumenta la sensibilità del mercato verso aziende il cui valore dipende da flussi di cassa futuri, come già emerso nel nostro focus sui tassi Usa, dove il movimento del Nasdaq 100 e dell’S&P 500 aveva mostrato una rotazione difensiva contro i titoli più esposti alla crescita. Per ora, la lettura del mercato resta divisa: da un lato c’è il timore che la corsa all’IA sia stata finanziata a ritmi difficili da sostenere, dall’altro i numeri della catena produttiva non mostrano ancora una frenata evidente.

La soglia dei 2.000 miliardi diventa così il riferimento politico e finanziario della partita: se la domanda reale si avvicinerà a quella scala, l’ondata di vendite potrebbe apparire prematura; se non lo farà, la correzione dei semiconduttori avrà anticipato un problema più profondo.

Fonti - TIKR

eToro logo

Copy trading, user-friendly, previsioni gratuite

Apri conto

eToro è una piattaforma di investimento multi-asset. Il valore dei tuoi investimenti può aumentare o diminuire. Il tuo capitale è a rischio. Il 51% dei conti retail perde denaro facendo trading di CFD con questo fornitore.

Inizia a digitare per cercare

Articoli, news, recensioni broker, criptovalute…

↑ ↓ naviga ↵ apri esc chiudi