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OpenAI svela il primo chip con Broadcom: Nvidia vede crescere una minaccia

OpenAI presenta Jalapeño con Broadcom: il processore IA servirà l’inferenza dei modelli e riduce la dipendenza dai chip Nvidia a Wall Street.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
OpenAI svela il primo chip con Broadcom: Nvidia vede crescere una minaccia

OpenAI e Broadcom hanno presentato Jalapeño, il primo processore per intelligenza artificiale progettato nell’ambito della loro collaborazione. La mossa porta il creatore di ChatGPT dentro una parte più profonda della filiera tecnologica e apre un nuovo fronte competitivo per NVIDIA, finora punto di riferimento per l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale. CNBC ha riportato che i processori saranno realizzati da Broadcom e utilizzati da OpenAI per l’inferenza, cioè la fase in cui i modelli già addestrati rispondono agli utenti in ChatGPT e in altre applicazioni.

È un passaggio diverso dall’addestramento, ma sempre più cruciale perché la domanda di servizi di intelligenza artificiale generativa continua ad aumentare e richiede capacità di calcolo stabile, efficiente e scalabile. Il progetto rientra nella strategia di OpenAI di controllare una quota maggiore della propria pila tecnologica, dai modelli ai sistemi che li eseguono. Greg Brockman, presidente della società, ha spiegato nella nota che progettare più componenti internamente può aiutare a servire più intelligenza con maggiore efficienza.

La frase sintetizza una priorità industriale ormai evidente: ridurre i colli di bottiglia legati alla disponibilità dei semiconduttori più avanzati. Per anni OpenAI è stata tra i grandi acquirenti dei processori grafici di NVIDIA, indispensabili per sviluppare modelli di grandi dimensioni e sostenere carichi di lavoro pesanti. Il titolo scambia a 199,35 dollari, in calo dello 0,34% nelle ultime 24 ore, mentre il mercato valuta se iniziative come Jalapeño possano ridurre, almeno nel tempo, il potere negoziale del gruppo guidato da Jensen Huang.

Il tema si inserisce in una fase già intensa per le azioni NVIDIA, dopo il nostro approfondimento su come il gruppo stia puntando sulle reti telecom per l’intelligenza artificiale. OpenAI non sta cercando una sola alternativa. CNBC ha indicato che la società ha già stretto un accordo con Amazon Web Services che include l’uso dei processori Trainium, oltre ad accordi con Advanced Micro Devices e Cerebras, società che ha completato l’offerta pubblica iniziale a maggio.

Questa diversificazione mostra quanto il fabbisogno di calcolo sia diventato un tema strategico, non soltanto tecnico. La collaborazione con Broadcom era emersa pubblicamente a ottobre, dopo 18 mesi di lavoro congiunto, con l’obiettivo di sviluppare e distribuire armadi server basati su processori progettati da OpenAI a partire dalla fine di quest’anno. La tempistica segnala che il progetto non è una semplice prova di laboratorio, ma un tentativo di entrare in produzione su scala industriale.

Resta da capire quanto rapidamente questi sistemi potranno incidere sulla capacità complessiva disponibile per OpenAI. La notizia conferma anche una tendenza più ampia: le grandi piattaforme tecnologiche vogliono processori su misura per ridurre costi, dipendenze e consumo energetico. Nei giorni scorsi abbiamo raccontato una dinamica simile con il progetto di Google sui semiconduttori per intelligenza artificiale, nel pezzo su MediaTek e le nuove TPU.

Anche il ruolo di Amazon Web Services resta centrale, come mostrato dall’iniziativa di UST per un centro IA su AWS dedicato alle telecomunicazioni. Per il mercato dei semiconduttori, Jalapeño non elimina il vantaggio accumulato da NVIDIA, ma rafforza l’idea che i maggiori clienti non vogliano dipendere da un solo fornitore. La sfida sarà misurare prestazioni, costi e disponibilità reale dei nuovi processori rispetto alle soluzioni già dominanti.

Per Wall Street, la domanda non è se la domanda di calcolo resterà forte, ma come verrà distribuita tra i diversi produttori nei prossimi anni.

Fonti - CNBC

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