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SparkKitty nei negozi digitali: foto nel mirino dei ladri di criptovalute

Check Point descrive SparkKitty, software malevolo che cercava frasi di recupero nelle foto degli utenti di portafogli di criptovalute.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
SparkKitty nei negozi digitali: foto nel mirino dei ladri di criptovalute

Una campagna di software malevolo chiamata SparkKitty ha preso di mira utenti di portafogli di criptovalute analizzando le foto salvate sui telefoni infetti. Decrypt ha riportato che l’obiettivo era individuare frasi di recupero e altre informazioni sensibili archiviate come immagini, una pratica frequente tra utenti meno esperti. The Block ha indicato che Check Point ha ricostruito il funzionamento della campagna, già individuata da Kaspersky nel giugno 2025.

Il punto centrale è la capacità del codice malevolo di nascondersi dentro applicazioni mobili presentate come legittime, ampliando la superficie di attacco tra dispositivi iPhone e Android. Il caso coinvolge anche Apple, perché una variante per iOS sarebbe stata distribuita attraverso il negozio digitale del gruppo di Cupertino sotto forma di applicazione legata alle criptovalute, indicata come 币coin. Secondo la ricostruzione riportata da Decrypt, il codice era stato occultato per superare i controlli preliminari prima di chiedere agli utenti il permesso di accedere alla libreria fotografica.

Sul fronte Android, Check Point ha individuato SparkKitty anche in SOEX, applicazione presentata come servizio di messaggistica e scambio di criptovalute. La versione disponibile su Google Play sarebbe stata scaricata più di 10.000 volte prima della rimozione, mentre altre varianti circolavano attraverso negozi digitali di terze parti. Il meccanismo descritto è semplice ma pericoloso: dopo l’autorizzazione all’accesso alle foto, il software cercava immagini contenenti frasi di recupero dei portafogli e dati riservati, poi inviati a server controllati dagli aggressori.

È un rischio operativo che riguarda la gestione quotidiana degli strumenti digitali, tema che si collega alla nostra guida al trading di criptovalute quando si parla di custodia e sicurezza degli accessi. Per i mercati, la notizia non è un movimento di prezzo ma un promemoria sul rischio reputazionale e operativo delle piattaforme mobili. Il tema della cybersicurezza pesa sempre di più sulle grandi società tecnologiche, come emerso anche nella nostra analisi sull’alleanza per la sicurezza dell’intelligenza artificiale e nel focus sulla pressione su Wall Street e Fed.

L’episodio arriva mentre gli investitori continuano a valutare la qualità dei controlli interni delle grandi piattaforme digitali, non solo la crescita dei ricavi. Il tema è vicino anche al recente confronto sui flussi di cassa a Wall Street, dove la solidità finanziaria resta rilevante ma non elimina i rischi legati alla fiducia degli utenti. Nel settore delle criptovalute, la sottrazione delle frasi di recupero può avere conseguenze più gravi rispetto al furto di una normale password, perché può consentire il controllo diretto dei fondi conservati nel portafoglio.

È lo stesso contesto di attenzione alla custodia che ha accompagnato il nostro approfondimento sul test di Bitcoin tra Fed e Coinbase, dove regolamentazione, mercato e infrastrutture restano strettamente collegati. Le informazioni disponibili non quantificano eventuali perdite subite dagli utenti colpiti, ma indicano una campagna con distribuzione sia su canali ufficiali sia su negozi alternativi. Il dato più rilevante resta la capacità di SparkKitty di trasformare una semplice autorizzazione alla galleria fotografica in un vettore di attacco contro la custodia privata delle criptovalute.

Fonti - Decrypt

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