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Strive arriva a 27.462 BTC dopo acquisti per 94,5 milioni

Strive compra 1.107 BTC per 94,5 milioni di dollari e porta le riserve a 27.462 BTC, finanziate soprattutto dalle azioni privilegiate SATA.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Strive arriva a 27.462 BTC dopo acquisti per 94,5 milioni

Strive ha portato le proprie riserve in Bitcoin oltre quota 27.000 BTC con un nuovo acquisto da 94,5 milioni di dollari. Decrypt e The Block hanno riportato che l’operazione risulta da un Form 8-K depositato lunedì presso la Commissione statunitense per la Borsa. Il movimento arriva mentre Bitcoin scambia a 83.591,56 dollari, in calo dell’1,04% nelle ultime 24 ore.

L’asset manager con sede a Dallas ha acquistato 1.107 BTC tra il 21 e il 25 settembre, pagando in media 85.396 dollari per moneta, commissioni incluse. Le riserve complessive sono salite così a 27.462 BTC, un livello che la società ha stimato in circa 2,3 miliardi di dollari sulla base del prezzo di chiusura di venerdì. Per chi segue il tema delle riserve aziendali, il caso resta distinto dal percorso retail legato a comprare Bitcoin, perché passa da emissioni di capitale e strumenti societari.

Il ritmo degli acquisti si è però moderato rispetto alla settimana precedente, quando Strive aveva aggiunto 1.355 BTC secondo i precedenti documenti societari. La componente finanziaria più rilevante resta SATA, l’azione privilegiata perpetua usata dalla società per sostenere la strategia di accumulo. L’amministratore delegato Matt Cole ha indicato su X che l’85% del capitale raccolto per l’ultima operazione proveniva da SATA, mentre l’esercizio di warrant ha generato altri 12,4 milioni di dollari.

Cryptoprowl ha ricordato che SATA aveva già coperto interamente un acquisto da 469 BTC effettuato in precedenza nel mese, quando le riserve erano arrivate a 25.000 monete. A inizio settembre, invece, un’operazione da 109 milioni di dollari era stata finanziata in parte con SATA e in parte con azioni ordinarie. Questo schema richiama il dibattito aperto sulle società quotate che usano strumenti ibridi per finanziare riserve in criptovalute, tema vicino anche al nostro recente approfondimento su Strategy e i dividendi giornalieri sulle azioni privilegiate.

Strive resta indicata dalle fonti come la quinta maggiore società quotata per riserve in Bitcoin, dietro Strategy, Twenty One Capital, Metaplanet e MARA. Il divario con Twenty One, che detiene 43.514 BTC, resta ampio: per raggiungerla entro fine anno servirebbero circa 16.050 BTC aggiuntivi, pari a circa 1.235 BTC a settimana. La distanza evidenzia quanto il settore delle tesorerie aziendali sia ormai concentrato in pochi operatori con capacità di raccolta molto diverse.

Nella stessa giornata anche Strategy ha comunicato un nuovo acquisto, pari a 1.665 BTC per 142,7 milioni di dollari, portando le proprie riserve a 847.666 BTC. Il confronto con il gruppo guidato da Michael Saylor resta inevitabile perché definisce il parametro dimensionale per tutte le società che adottano una politica di riserva in Bitcoin. Sullo sfondo, il mercato statunitense continua a sperimentare forme di integrazione tra finanza tradizionale e attività digitali, come emerso anche dopo l’approvazione Sec delle azioni tokenizzate per Coinbase.

Il prezzo corrente resta inferiore al costo medio dell’ultimo acquisto dichiarato da Strive, elemento che rende centrale la gestione della volatilità di breve periodo. Per gli operatori che monitorano la guida al trading di criptovalute, il dato più rilevante non è solo la quantità accumulata, ma il modo in cui il capitale viene raccolto per finanziare nuove riserve. Il tema politico e regolamentare resta inoltre sensibile negli Stati Uniti, come mostrato anche dalla recente dichiarazione su Bitcoin e Coinbase.

La notizia conferma che le tesorerie aziendali in criptovalute non sono più solo una scelta di esposizione diretta al prezzo, ma anche una questione di struttura finanziaria. Nel caso di Strive, l’uso prevalente di azioni privilegiate rende il dossier più complesso rispetto a un semplice acquisto spot. Il mercato dovrà ora valutare se il passo degli acquisti resterà sostenibile o se il rallentamento dell’ultima settimana segna una fase più prudente.

Fonti - Cryptoprowl

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