Tesla, giudizi di vendita ai minimi da tre anni a Wall Street
Wall Street riduce i giudizi di vendita su Tesla nonostante il calo annuo del titolo e le incognite su robotaxi, Optimus e auto elettriche.

Tesla vede arretrare il fronte ribassista di Wall Street: i giudizi di vendita sul titolo sono scesi ai minimi da tre anni, nonostante un 2026 ancora difficile in Borsa. Il dato segnala una cautela crescente tra gli analisti nel prendere posizione contro Elon Musk, anche mentre il business automobilistico resta sotto pressione. Benzinga ha riportato che le azioni del gruppo perdono circa il 19% da inizio anno, mentre le grandi scommesse su robotaxi e robot umanoidi non hanno ancora prodotto prove industriali definitive.
Il titolo scambia a 356,1 dollari, in rialzo dello 0,36% nelle ultime 24 ore, una variazione limitata ma coerente con un mercato che oggi sembra più prudente che apertamente ottimista. Il punto centrale non è un miglioramento improvviso dei fondamentali, ma il calo della disponibilità degli analisti a raccomandare la vendita. In altre parole, Wall Street continua a vedere rischi su margini, domanda e tempi di esecuzione, ma assegna ancora valore all’opzionalità legata ai progetti futuri di Musk.
Il quadro si inserisce nel solco della nostra analisi su Tesla e SpaceX nel secondo trimestre, dove il tema dominante era già il rapporto tra spese elevate e profitti rinviati. La parte più controversa resta quella legata alle iniziative fuori dal perimetro tradizionale dell’auto elettrica. Cybercab e Optimus sono diventati elementi centrali nella narrazione del gruppo, ma per ora rappresentano ancora una promessa più che una fonte consolidata di ricavi.
Non a caso, nei giorni scorsi abbiamo seguito anche il tema del credito da 30 miliardi per Cybercab e Optimus, passaggio che mostra quanto capitale possa essere necessario per trasformare la visione in capacità produttiva. Per gli investitori, il ridimensionamento dei giudizi di vendita sulle azioni Tesla non equivale a un via libera generalizzato. Indica piuttosto che una parte degli analisti preferisce restare neutrale davanti a un titolo in cui le valutazioni dipendono sempre più da scenari futuri: guida autonoma, intelligenza artificiale applicata alla mobilità e robotica.
Questo tipo di valutazione rende il caso Tesla diverso da molte altre storie industriali e lo avvicina, per certi aspetti, alle società tecnologiche seguite nella nostra copertura su Wall Street e intelligenza artificiale. Resta però il nodo della governance e della fiducia degli azionisti. Le decisioni societarie legate a Musk hanno spesso un impatto diretto sul sentiment, come emerso anche nell’approfondimento sul voto automatico dei piccoli azionisti Tesla.
In parallelo, il mercato continua a monitorare le consegne, dopo le pressioni evidenziate nella recente analisi su Tesla in calo mentre Musk corre con SpaceX. Il messaggio che arriva dagli analisti è quindi sfumato: meno raccomandazioni di vendita, ma non necessariamente maggiore convinzione rialzista. Per cambiare davvero il giudizio del mercato serviranno segnali più concreti su consegne, redditività e calendario commerciale dei nuovi progetti.
Fino ad allora, Tesla resta un titolo in cui la distanza tra risultati attuali e aspettative future continua a essere il principale campo di battaglia.