Tesla scende del 2,89% mentre Musk corre con SpaceX: il nodo ora sono le consegne
Tesla arretra a 361,36 dollari mentre Musk incassa i lanci SpaceX. Wall Street guarda a consegne e stime JPMorgan per 2026 e 2027.

Le azioni di Tesla arretrano mentre la settimana di Elon Musk, ricca di appuntamenti tra spazio e auto elettriche, incontra un controllo più severo da parte di Wall Street. Il titolo scambia a 361,36 dollari, in calo del 2,89%, con gli investitori concentrati sulle prossime consegne e sulle stime sugli utili ridotte da JPMorgan. Yahoo-tickers ha ricostruito una fase intensa per Musk, segnata da un volo Starship già lanciato, da una missione Falcon 9 in arrivo e dall’attesa per la nuova Roadster.
Il punto, però, è che il calendario industriale di SpaceX non basta a cancellare le domande sul passo operativo dell’azienda automobilistica quotata. La pressione arriva soprattutto dal fronte degli utili. Yahoo-tickers ha indicato che JPMorgan ha tagliato le stime sugli utili di Tesla per il 2026 e il 2027, un segnale che raffredda l’entusiasmo proprio mentre Musk prova a spostare l’attenzione su prodotti e tecnologia.
Nella nostra pagina dedicata alle azioni Tesla, il titolo resta uno dei più seguiti dagli investitori italiani, ma anche uno dei più sensibili alle revisioni degli analisti. Il prossimo dato sulle consegne diventa quindi il passaggio chiave. Per Tesla, la narrazione su robotaxi, guida autonoma e nuovi modelli deve misurarsi con volumi reali, prezzi medi e margini, soprattutto dopo mesi in cui gli analisti hanno osservato con attenzione la domanda di veicoli elettrici.
Il confronto con SpaceX è diventato ancora più evidente dopo il nostro approfondimento su come SpaceX abbia superato Tesla a 1,95 trilioni, un tema che continua a dividere Wall Street. L’attesa per la Roadster aggiunge un ulteriore elemento emotivo alla settimana. L’evento del 1° ottobre, già al centro della nostra analisi su Roadster e focus degli investitori su Optimus, può riaccendere l’interesse sul marchio, ma difficilmente basterà da solo a rispondere alle domande sui conti.
Il mercato sembra chiedere meno promesse futuristiche e più conferme misurabili sulla traiettoria degli utili. Il contesto, inoltre, non è isolato. Negli ultimi giorni abbiamo seguito anche le critiche di Ross Gerber su pubblicità e benzina a 6,50 dollari, oltre alla precedente flessione legata al piano Semi, quando Tesla aveva ceduto l’1,55% nonostante gli obiettivi produttivi.
La somma di questi elementi spiega perché Wall Street guardi ora meno al carisma di Musk e più alla capacità del gruppo di proteggere margini e crescita. Per il mercato, il messaggio è duplice: SpaceX continua a offrire a Musk una vetrina tecnologica di primo piano, ma Tesla resta giudicata sui numeri trimestrali. A 361,36 dollari, il titolo incorpora ancora aspettative elevate, mentre il prossimo aggiornamento sulle consegne potrebbe decidere se l’attenzione tornerà sulla crescita o sulle revisioni degli utili.
Il quadro resta coerente con la fase descritta nel nostro articolo su Fed, lavoro Usa e Roadster, dove il titolo era già legato a un incrocio di variabili macro e aziendali.