XRP Ledger chiude la falla da 18.000 miliardi dopo dieci anni
Gli sviluppatori hanno corretto una vulnerabilità nel motore pagamenti del Ledger di XRP: nessuna prova di abuso, ma rischio enorme per la rete.

Il Ledger di XRP ha corretto una vulnerabilità critica che, se sfruttata, avrebbe potuto consentire la creazione indebita di una quantità enorme di token spendibili. Decrypt ha riportato che il difetto era rimasto nel codice per circa dieci anni, mentre The Block ha indicato una stima vicina a 18.000 miliardi di token generabili in una singola operazione. La falla riguardava il motore dei pagamenti, cioè la parte del software che elabora le transazioni e interagisce con le offerte presenti nel libro ordini della rete.
Secondo la ricostruzione dei manutentori, un pagamento costruito in modo anomalo avrebbe potuto consumare centinaia di offerte e provocare un errore di calcolo, facendo risultare dovuto dall’acquirente un importo quasi nullo pur pagando integralmente i venditori. Il punto più delicato è che anche il controllo interno pensato per impedire la creazione non autorizzata di token avrebbe usato la stessa aritmetica difettosa. In pratica, il meccanismo di sicurezza avrebbe visto lo stesso risultato errato e non avrebbe bloccato la transazione, trasformando un errore tecnico in un potenziale problema di integrità dell’offerta.
Decrypt ha scritto che il problema è stato segnalato a settembre attraverso il programma di ricompense per la scoperta di vulnerabilità. Gli ingegneri di RippleX hanno poi confermato che il bug era presente dalla riscrittura dell’attuale motore dei pagamenti nel 2015; la correzione è stata inserita nella versione 3.4.1 del software, senza che siano emerse prove di sfruttamento effettivo. La vicenda riporta al centro il tema della qualità del codice nelle reti pubbliche, soprattutto quando il software gestisce valore trasferibile in modo automatico.
Per chi segue il progetto, la nostra scheda sul progetto Ripple resta il punto di partenza per distinguere ruolo della rete, token e infrastruttura di pagamento; la cronaca si collega anche alla precedente analisi sulla falla decennale nel registro, che aveva già evidenziato la portata sistemica del problema. La reazione di mercato non è l’unico elemento da osservare in casi di questo tipo: conta anche la rapidità con cui nodi, validatori e operatori aggiornano il software. Nelle criptovalute, episodi tecnici possono avere effetti reputazionali più duraturi delle oscillazioni giornaliere, come mostrato anche dalle recenti tensioni su prodotti e flussi legati agli asset digitali nella nostra analisi su Bitcoin ed ETF.
Il caso si inserisce in un dibattito più ampio sui sistemi che eseguono istruzioni finanziarie senza intervento umano continuo. Lo stesso tema è emerso parlando di agenti software e denaro, con NEAR Protocol citato nel nostro approfondimento su Nadella e le regole per chi gestisce fondi: quando l’automazione tocca pagamenti e saldi, un controllo formale può non bastare. La lezione riguarda anche mercati lontani dalle criptovalute, perché la fiducia degli investitori dipende spesso dalla robustezza dei processi interni oltre che dai fondamentali.
Un grande gruppo industriale quotato come Airbus appartiene a un settore diverso, ma il principio è comune: infrastrutture complesse richiedono verifiche continue, procedure di aggiornamento e trasparenza quando emerge una vulnerabilità critica.