Lezione 9: la Teoria di Dow

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La teoria di Dow è un complesso di idee e principi riguardanti i meccanismi di mercato e il comportamento dei prezzi di un qualsiasi strumento finanziario che fu illustrata da Charles Dow; ancora oggi le sue idee mantengono la loro validità.

Charles Dow fu un articolista che, alla fine dell’Ottocento, scrisse sul “Wall Street Journal” molteplici articoli per illustrare alcuni modi di procedere dei mercati finanziari e alcune sue idee sui meccanismi di esso.

Il tutto attraverso l’impiego di grafici. Fu lui, quindi, il padre e il divulgatore dell’analisi tecnica. Ci sembra, quindi, interessante e produttivo introdurre lo studio dell’analisi tecnica cominciando dalla teoria Dow.

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Principi della teoria di Dow

I sei principi di base della teoria di Dow si possono riassumere come segue:

  1. Il mercato è composto da 3 trend
  2. Il trend primario si sviluppa in 3 stadi
  3. Il mercato e le medie scontano tutte le news
  4. Gli indici e i settori devono confermarsi tra loro
  5. I volumi devono confermare il trend
  6. Il trend è considerato in atto fin quando non vi sono evidenti segnali d’inversione

Qui di seguito, andiamo ad approfondire ciascuno di questi punti.

1. Il mercato è composto da tre trend

Trend primario, trend secondario e trend terziario. Come conseguenza ricordiamo che un trend è in atto finché si susseguono massimi e minimi crescenti (rialzo) o massimi e minimi decrescenti (ribasso).

La teoria di Dow

2. Il trend primario si sviluppa in tre stadi:

  • accumulo o accumulazione: in questa fase iniziano ad acquistare le cosiddette “mani forti” ovvero i soggetti più informati, ossia quelli che percepiscono che i fondamentali saranno presto positivi;
  • rialzo: i trader/investitori esperti si accorgono del trend in atto e diventano anch’essi compratori; i prezzi cominciano a salire rapidamente e le notizie sui fondamentali migliorano;
  • distribuzione: entra sul mercato il grande pubblico (il cosiddetto parco-buoi!); le notizie sui media ed i fondamentali migliorano costantemente. Questa questa fase è caratterizzata dal fatto che tutti i “piccoli pesci” investono mentre chi aveva “accumulato” ai minimi, i cosiddetti “squali”, ora “distribuisce” ai compratori ovvero al barco buoi. Tale fase precede il punto di inversione del trend in quanto le “mani forti” sono uscite dal mercato e magari si sono posizionate al ribasso.Successivamente si ha la fase definita di “panico” in cui scompaiono i compratori che si sono visti scendere il valore delle proprie azioni ed i prezzi crollano verticalmente. Dopo una reazione secondaria (correzione fisiologica al rialzo del mercato) rappresentata dai ribassisti che avevano “preso profitti” e da chi aveva comprato nella fase di panico, arriva la terza fase di pressione ribassista in cui chi ipotizzava transitoria la discesa dei corsi ed aveva operato in acquisto nella fase di panico e nella fase di reazione del mercato ritenendo, erroneamente, che i corsi avessero già raggiunto i minimi, si trova nuovamente dalla parta sbagliata del mercato. Quest’ultima fase, generalmente, precede una nuova fase di accumulazione: il ciclo riprende.

La teoria di Dow

3. Il mercato e le medie scontano tutte le news:

i prezzi degli strumenti finanziari e delle azioni in particolare assorbono e riflettono tutte le notizie che ad essi si riferiscono (ogni possibile fattore che influenza la domanda e l’offerta è già riflesso nei prezzi di mercato).

4. Gli indici e i settori devono confermarsi tra di loro:

il segnale di inizio di un nuovo ciclo, al rialzo o al ribasso, deve essere confermato da più indici; segnali divergenti potrebbero smentire l’interpretazione di quel segnale stesso. Nella figura sottostante sono rappresentati gli indici americani S&P 500 con le candele e il Dow Jones con la linea viola.

La teoria di Dow

5. I volumi devono confermare il trend (la tendenza):

i volumi si devono espandere nella stessa direzione del trend primario. In un mercato al rialzo (bullish) i volumi devono aumentare quando i prezzi salgono e diminuire nelle correzioni; viceversa, in un mercato con tendenza negativa (bearish) i volumi si devono espandere quando i prezzi scendono e si devono contrarre nelle correzioni.

Un andamento contrario dei volumi dà segnale di divergenza e quindi di debolezza del trend in atto.

La teoria di Dow

6. Un trend è considerato in atto finché non si hanno segnali definitivi di inversione:

questo ci permette di essere dalla parte giusta del mercato il più a lungo possibile senza entrare ed uscire dal mercato un numero elevato di volte (ciò dipende, però, anche dal tipo di operatività del trader/investitore).

Ricordiamo che le correzioni sono fasi fisiologiche del mercato. Analizzeremo nelle prossime lezioni gli strumenti tecnici che permettono di individuare, con una certa probabilità, i “segnali” di continuazione e di inversione del trend.

La teoria di Dow

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Nella prossima lezione studieremo i supporti e le resistenze che sono strumenti per analizzare il trend di mercato.

Vai alla Lezione 10 – Trend, resistenza e supporto nei grafici di borsa