I vantaggi della Diversificazione del Portafoglio

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Quali sono i vantaggi della diversificazione del portafoglio

Nella guida alla diversificazione del portafoglio abbiamo accennato ad alcuni dei vantaggi di tale pratica. In questo articolo andiamo ad approfondire ed estendere alcuni dei concetti già affrontati. Quando si parla di diversificazione non si può non parlare dei fondi comuni d’investimento e degli ETF. Strumenti interessanti per chi desidera avere un portafoglio ben diversificato, per vari motivi che andremo a scoprire nel corso dell’articolo.

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Quali vantaggi apporta la diversificazione del portafoglio

Il principale vantaggio della diversificazione del portafoglio è il fatto di ottenere una Una diversificazione del rischio, che viene spalmato su più settori e tipologie di asset.

Se un fondo comprende più settori, diviene lampante il fatto che se un settore incontra delle difficoltà in un determinato periodo, altri invece potrebbero procedere in modo indipendente. Se ad esempio il settore automotive vede un calo generalizzato, altri settori come quello assicurativo, farmacologico, bancario ecc. potrebbero invece restare in salute. Ciò significa che se si investe in buone azioni di più settori, si è protetti nel caso in cui un determinato settore dovesse incontrare determinate difficoltà.

Oltre al settore va considerata anche la tipologia di asset: azioni, Forex, materie prime, ETF, indici di borsa, opzioni, criptovalute ecc. Investire in azioni e solo in azioni, ad esempio, non sarebbe una buona scelta ma diversificando il portafoglio con altre tipologie di asset si diversificherebbe anche in questo caso il rischio. Investire su indici di borsa e solo su essi, ad esempio, sarebbe errato per gli stessi motivi. Determinate tipologie di asset presentano oggettivamente più rischiosità risetto ad altre.

Fondi d’investimento ed ETF

Per capire i molteplici vantaggi che si associano a questa tipologia di investimento finanziario dobbiamo innanzitutto comprendere il meccanismo che sta dietro ai fondi d’investimento. Cerchiamo di semplificare.

I risparmiatori affidano il loro denaro a società di gestione del risparmio. Enti dotati di personalità giuridica e di autonomia patrimoniale. Tale denaro viene poi investito seguendo criteri di diversificazione. La selezione dei titoli non è compiuta dal risparmiatore, soggetto il più delle volte estraneo rispetto al mondo della finanza, ma piuttosto da professionisti esperti. La selezione è accurata e risponde alle preferenze del risparmiatore. 

Le due tipologie di fondi più utilizzate sono:

  • Fondi d’investimento
  • Exchange Traded Funds

Vediamo prima i comuni denominatore: consentire all’investitore di acquisire direttamente un portafoglio molto diversificato, senza esporsi agli alti costi di transazione e di raccolta di informazioni che invece comporterebbe investire singolarmente e autonomamente su ogni singolo asset.

In pratica, tutto il lavoro di creazione del portafoglio, quindi la scelta di asset, e di ricerche relative, viene svolto dai gestori del fondo. L’investitore, in sintesi, con il fondo o ETF non deve fare altro che “mettere i soldi”.

Ovviamente, la gestione ha comunque un costo, che risulta tuttavia ridotto. 

Quali sono le differenze tra fondo d’investimento ed ETF?

L’ETF o Exchange Traded Fund è un tipo di fondo le cui quote sono quotate in borsa, come avviene per le azioni. Questo consente agli ETF di godere di notevole liquidità, e al tempo stesso presentare le stesse caratteristiche di un fondo (gestione, diversificazione, ecc.).

Sugli ETF si può negoziare anche con il trading online di CFD. Alcune piattaforme che consentono di fare trading su ETF sono eToro (iscriviti qui) e la popolare piattaforma Plus500 ( accedi da qui ).

Il fondo comune d’investimento, invece, è definito per legge “il patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti gestito in monte“.

I fondi comune d’investimento sono suddivisi in varie categorie tra cui:

  • Fondi a distribuzione di proventi
  • Fondi ad accumulazione di proventi
  • Fondi chiusi
  • Fondi aperti

Se tutto non ti è ancora perfettamente chiaro, non temere: si tratta solo di un’anticipazione. Scoprirai nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere su ETF e fondi comuni di investimento nei prossimi articoli. Inoltre abbiamo raccolto alcune delle domande più frequenti riguardo ad ETF e fondi comuni d’investimento. 

FAQ

Cosa si intende per gestione passiva in relazione agli ETF?

Per gestione passiva si intende che non c’è un’attività di selezione dei titoli o meglio nell’attività di selezione dei titoli l’arbitrarietà del gestore è minimizzata. Si cerca, molto semplicemente, di replicare un indice di riferimento.

Come si ricava un profitto attraverso gli ETF?

Gli ETF replicano le performance di un determinato benchmark o indice di riferimento perciò si ottiene profitto con gli ETF nel momento in cui le performance del sottostante vanno nella direzione perseguita dagli investitori che possono negoziare al rialzo o al ribasso sul valore dell’ETF.

Quanti tipi di fondi comuni di investimento ci sono?

Fondamentalmente quattro: fondi del mercato monetario, fondi obbligazionari, fondi azionari, fondi misti. Sebbene il livello di rischio dei fondi monetari e obbligazionari sia mediamente meno elevato, tutto dipende dalla composizione specifica del fondo.

Da chi viene effettuato il controllo sulla correttezza delle operazioni?

Sono previsti, per legge, dei meccanismi per la verifica della correttezza delle operazioni. I titoli del fondo vengono infatti custoditi da una banca depositaria, la quale deve verificare la correttezza e la legittimità delle attività svolte.