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Alphabet, il conto IA divide Wall Street e riaccende Nvidia in Borsa

Il mercato pesa i 205 miliardi di spese in conto capitale per IA di Alphabet: flusso di cassa negativo, Google Cloud in crescita e riflessi su Nvidia.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Alphabet, il conto IA divide Wall Street e riaccende Nvidia in Borsa

Il nuovo caso Alphabet riapre il dibattito più delicato di Wall Street: quanto costa davvero vincere la corsa all’intelligenza artificiale. Il mercato ha guardato con nervosismo al flusso di cassa negativo, ma i numeri dei servizi cloud raccontano una storia più articolata per l’intera filiera tecnologica. 24/7 Wall St. ha indicato che Alphabet ha registrato un flusso di cassa libero negativo per 5,9 miliardi di dollari, un dato particolarmente osservato perché sarebbe il primo da quando la società è quotata.

Nello stesso trimestre, però, Google Cloud avrebbe segnato ricavi in aumento dell’82% a 24,8 miliardi di dollari, con margini operativi triplicati. Il punto centrale riguarda i 205 miliardi di dollari di spese in conto capitale legate all’IA, percepiti da una parte del mercato come un rischio per la redditività futura. La stessa ricostruzione di 24/7 Wall St. sottolinea però che il portafoglio ordini cloud firmato avrebbe raggiunto 514 miliardi di dollari, suggerendo che una quota importante della capacità in costruzione potrebbe già avere domanda contrattualizzata.

Per la filiera dei semiconduttori, il segnale è rilevante anche se non lineare. Le azioni NVIDIA scambiano a 206,84 dollari, in calo dello 0,92% nelle ultime 24 ore, mentre gli investitori continuano a distinguere tra domanda strutturale per calcolo IA e timori sui multipli, un tema già emerso nel nostro approfondimento su Microsoft e NVIDIA trattate da titoli value. Il caso Alphabet conferma che la fase attuale non premia automaticamente chi spende di più, ma chi riesce a collegare investimenti, contratti e margini.

Non a caso, il tema era già stato al centro dell’analisi su Alphabet inciampa sui costi IA, dove il nodo era proprio il peso degli investimenti sul flusso di cassa. La questione va oltre una singola trimestrale: Wall Street sta ricalibrando l’intero premio assegnato alle grandi società tecnologiche esposte all’IA. Dopo Tesla e Alphabet, il mercato aveva già mostrato nervosismo sulle spese future, come ricostruito nel nostro focus su Big Tech sotto esame, con gli investitori più attenti alla conversione degli investimenti in utili effettivi.

Il confronto non resta confinato alla tecnologia pura. Nella costruzione dei portafogli azionari, gruppi industriali di qualità come Ferrari competono per capitale con le grandi piattaforme digitali, rendendo più selettiva la discussione sulle migliori azioni da comprare quando i tassi e gli investimenti comprimono la visibilità sui flussi di cassa. Alphabet sta cercando di controllare più livelli della filiera IA, dai chip proprietari fino alle applicazioni rivolte agli utenti finali.

Se questa integrazione verticale si tradurrà in margini più stabili, il mercato potrebbe rivalutare la lettura iniziale; se invece la domanda rallentasse, il peso delle infrastrutture diventerebbe più difficile da assorbire. Per NVIDIA e per i fornitori collegati, il tema resta la qualità della domanda, non solo la sua dimensione. La corsa alla capacità di calcolo e alla memoria, già evidente nel dossier su Nvidia prenota la memoria IA, continua a sostenere la narrativa di lungo periodo, ma con una volatilità più alta quando i conti mostrano il costo industriale dell’intelligenza artificiale.

Fonti - 24/7 Wall St.

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