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Alphabet batte Meta sul valore IA: il confronto che riaccende i dubbi a Wall Street

Il confronto tra Alphabet e Meta mette in evidenza multipli, cloud, debito e flusso di cassa: l’IA resta il nodo centrale per Wall Street.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Alphabet batte Meta sul valore IA: il confronto che riaccende i dubbi a Wall Street

Il confronto tra Alphabet e Meta Platforms si è spostato dal semplice entusiasmo per l’intelligenza artificiale alla qualità degli utili e dei flussi di cassa. 24/7 Wall St. ha indicato Alphabet come il titolo con una valutazione più convincente nell’era dell’IA, grazie a multipli più bassi e a una crescita più forte nel cloud. Il tema arriva dopo giorni di pressione sui grandi gruppi tecnologici, come emerso anche nel nostro approfondimento su Alphabet e Tesla sotto esame per i costi dell’IA.

Il punto centrale è la distanza tra i multipli: Alphabet viene indicata con un rapporto prezzo/utili di 14, contro 23 per Meta. A questo si aggiunge una crescita dell’82% del business cloud e un consenso di 58 analisti con raccomandazione di acquisto, elementi che nella lettura di 24/7 Wall St. rafforzano il profilo di Alphabet dopo i conti del secondo trimestre diffusi il 22 luglio. Per chi segue il comparto azionario in modo più ampio, il confronto rientra nel dibattito sulle migliori azioni da comprare, dove valutazione e sostenibilità degli investimenti stanno tornando centrali.

Il quadro di Meta è meno lineare di quanto suggerisca il dato principale sugli utili. L’utile per azione di 10,44 dollari ha superato le attese, ma 24/7 Wall St. segnala che il risultato include un beneficio fiscale una tantum da 8 miliardi di dollari; su base normalizzata, gli utili sarebbero stati più vicini a 7 dollari per azione. Questo non cancella la forza del business pubblicitario, ma rende più delicato il confronto con Alphabet quando si valuta quanto costerà costruire infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

La differenza non riguarda solo il conto economico. Alphabet ha quasi raddoppiato il debito di lungo periodo a 98 miliardi di dollari e ha sospeso i riacquisti di azioni, mentre Meta continua a finanziare internamente il proprio piano IA grazie a un flusso di cassa libero positivo. È lo stesso nodo che il mercato sta osservando sull’intero settore, come raccontato nella nostra analisi su grandi gruppi tecnologici e costi dell’IA.

Il riferimento implicito resta NVIDIA, che scambia a 210,20 dollari, in rialzo dello 0,69%, e continua a essere il termometro più seguito per la spesa in infrastrutture IA. La corsa dei fornitori di semiconduttori ha reso più severo il giudizio sugli acquirenti di capacità di calcolo: non basta annunciare investimenti, serve dimostrare che producano margini. Su questo fronte, la pressione competitiva è evidente anche nel dossier sui chip server, con BofA che ha rilanciato il confronto tra NVIDIA e AMD.

Per Wall Street, quindi, il confronto tra Alphabet e Meta non è una gara astratta sull’intelligenza artificiale, ma un test sulla disciplina finanziaria. Alphabet appare più economica sui multipli, ma porta con sé un aumento del debito e lo stop ai riacquisti; Meta mostra maggiore autofinanziamento, ma utili recenti gonfiati da un effetto fiscale non ricorrente. La stessa cautela ha attraversato altri nomi tecnologici questa settimana, come nel caso di Amazon e Tesla penalizzate dai timori su IA e petrolio.

Fonti - 24/7 Wall St.

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