BofA alza il confronto sui chip server: NVIDIA sfida AMD nell’IA
BofA conferma la raccomandazione di acquisto su NVIDIA e target a 350 dollari, mentre la sfida con AMD sui processori server IA entra nel vivo verso il 2030.

La sfida tra NVIDIA e AMD si sposta con forza sui processori per server, il segmento che potrebbe diventare uno dei campi decisivi della prossima fase dell’intelligenza artificiale. BofA ha mantenuto una raccomandazione di acquisto su NVIDIA e un prezzo obiettivo di 350 dollari, indicando che il mercato indirizzabile dei processori server potrebbe arrivare a 170 miliardi di dollari entro il 2030. Il punto centrale non è più soltanto la potenza degli acceleratori grafici, ma l’architettura complessiva che dovrà sostenere carichi di lavoro sempre più complessi nei centri dati.
BofA considera il lancio di Vera come un passaggio iniziale di un confronto più ampio, nel quale AMD prova a rispondere con la linea EPYC e con il suo evento IA 2026 in programma giovedì. La lettura della banca arriva dopo una serie di annunci che hanno già rimesso al centro Wall Street e la filiera dei semiconduttori. Il tema era emerso anche nel nostro approfondimento su NVIDIA che rilancia Vera Rubin prima dell’evento IA della rivale AMD, dove il nodo industriale era la capacità di integrare calcolo, memoria e infrastruttura in un’unica proposta per i grandi clienti.
Sul mercato, NVIDIA scambia a 212,5 dollari, in rialzo del 2,51% nelle ultime 24 ore. Il movimento conferma l’attenzione degli investitori per le azioni NVIDIA, ma il nuovo confronto sui processori server introduce una variabile diversa rispetto alla sola leadership negli acceleratori per IA. Per AMD, la prova più immediata riguarda la capacità di trasformare le promesse tecniche in adozione concreta da parte delle imprese.
La società è già al centro di una fase di rilancio competitivo, come visto nella notizia su AMD e i 2 gigawatt destinati ad Anthropic, che ha rafforzato l’idea di una competizione sempre più estesa tra hardware, energia e accordi di lungo periodo. BofA mette quindi in evidenza una domanda chiave: quale impostazione sarà preferita dai clienti aziendali quando i sistemi IA diventeranno più costosi, più grandi e più difficili da ottimizzare. La linea EPYC di AMD resta il principale riferimento competitivo, mentre NVIDIA prova ad allargare il proprio perimetro oltre i componenti che l’hanno resa dominante nell’attuale ciclo dell’intelligenza artificiale.
La partita non riguarda solo i due titoli, ma anche l’intero ecosistema dei centri dati. Il confronto si collega al tema già visto con AMD Helios nei centri dati Microsoft e con il caso SK Hynix e il finanziamento dell’HBM, perché memoria ad alta banda, processori e acceleratori stanno diventando elementi sempre meno separabili. Per Wall Street, il prezzo obiettivo di BofA segnala fiducia nella capacità di NVIDIA di restare al centro della spesa IA, ma il percorso non appare privo di ostacoli.
Se il mercato dei processori server arriverà davvero verso 170 miliardi entro il 2030, la quota conquistata in questa fase potrà pesare in modo rilevante sulle valutazioni future dei principali produttori di semiconduttori.