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Amazon paga un premio in Borsa, ma i numeri dividono Wall Street

Amazon tratta a multipli superiori a molti big tech, ma crescita e margini restano più deboli. Wall Street valuta quanto valga il premio.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Amazon paga un premio in Borsa, ma i numeri dividono Wall Street

Amazon resta al centro del dibattito su Wall Street: il titolo scambia intorno a 250 dollari, ma il rendimento dell’ultimo anno è rimasto sotto quello dell’S&P 500. Il punto non è solo la performance relativa, bensì il premio di valutazione che il mercato continua ad attribuire al gruppo nonostante margini inferiori a quelli di diversi concorrenti tecnologici. Trefis ha messo in evidenza il contrasto tra prezzo e fondamentali: Microsoft tratta a un multiplo prezzo/utili di 23,9 volte con un margine operativo del 47%, mentre Amazon si colloca a 29,6 volte con un margine dell’11,5%.

Il confronto riapre la domanda centrale per gli investitori: quanto del valore attuale dipende dai risultati già visibili e quanto da attese su crescita futura, cloud e intelligenza artificiale. Il divario emerge anche guardando alla crescita dei ricavi. Meta Platforms, indicata da Trefis tra i confronti più significativi, ha registrato una crescita del fatturato del 26% negli ultimi dodici mesi, contro il 14,2% di Amazon. Eppure il mercato paga Meta a un multiplo più basso, pari a 23,2 volte gli utili, segnale che il premio su AMZN non nasce soltanto dai numeri correnti.

La redditività resta il nodo più evidente. Trefis colloca il margine operativo di Amazon al quinto posto su sei società considerate, molto distante dai livelli di Microsoft, Meta Platforms e Alphabet. Questa distanza pesa perché il mercato azionario, dopo il forte recupero dei grandi tecnologici, sta tornando a distinguere tra ricavi in aumento e qualità degli utili.

Il tema si inserisce in un contesto più ampio, dominato dalla rivalutazione dei grandi gruppi legati all’intelligenza artificiale e al cloud. Nei giorni scorsi abbiamo analizzato come Wall Street si sia riaccesa sui Magnifici Sette, con gli investitori pronti a pagare multipli elevati quando vedono vantaggi competitivi difficili da replicare. Per Amazon, però, la questione è più sfumata: il gruppo ha una scala enorme, ma il mercato chiede prove più nette sulla conversione dei ricavi in margini.

La sfida si gioca soprattutto su AWS, pubblicità e automazione della rete logistica, aree che possono modificare il profilo reddituale nei prossimi trimestri. Non a caso il confronto con Microsoft è diventato più stretto anche dopo le ultime mosse sul cloud, come raccontato nel nostro approfondimento su Helios e Azure. Per chi segue le migliori azioni da comprare, il caso Amazon mostra perché il multiplo non possa essere letto isolatamente: conta la traiettoria, ma anche il prezzo già incorporato nelle aspettative.

Il quadro resta rilevante anche per chi osserva l’intero appetito per il rischio, dalle azioni tecnologiche alle criptovalute. NEAR Protocol scambia a 1,94 dollari, in calo del 2,22% nelle ultime 24 ore, confermando una seduta più prudente su alcuni asset digitali. Dopo il nostro punto su Bitcoin e Coinbase a Wall Street, il messaggio dei mercati appare coerente: il capitale continua a cercare crescita, ma pretende sempre più visibilità sui fondamentali.

Fonti - Trefis

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