Bitcoin respira sopra 61.000 dollari dopo vendite da panico globali
Bitcoin recupera quota 61.000 dollari dopo il minimo sotto 60.000, mentre lavoro Usa, rendimenti e IA pesano sugli asset rischiosi e sulle altcoin.

Bitcoin è tornato sopra quota 61.000 dollari nelle prime ore asiatiche di sabato, dopo una discesa notturna sotto la soglia psicologica dei 60.000 dollari. Il recupero arriva al termine di una seduta segnata da forti vendite su azioni, obbligazioni e criptovalute, con CoinDesk che ha indicato liquidazioni complessive per 1,6 miliardi di dollari. Il prezzo scambia a 61.011,15 dollari, con una variazione a 24 ore sostanzialmente piatta a -0,03%. La pressione si era intensificata dopo il minimo a 59.227 dollari, prima che gli acquisti riportassero il mercato verso l’area dei 61.000 dollari. Il movimento conferma quanto già emerso nella rottura di quota 60.000 dollari, quando i dati macro statunitensi avevano accelerato le vendite. La soglia tonda non si è trasformata, almeno per ora, in una rottura più profonda, ma resta il livello tecnico osservato dagli operatori dopo una settimana di ribassi. Il detonatore è arrivato fuori dal mercato delle criptovalute. CoinDesk ha riportato che il dato sull’occupazione non agricola statunitense di venerdì è risultato solido, spingendo gli operatori a rivedere le attese sulla Federal Reserve. I contratti derivati sui tassi incorporano ora pienamente un aumento entro fine 2026, uno scenario opposto rispetto ai tagli che il mercato aveva iniziato a prezzare con Kevin Warsh alla guida della banca centrale. Il rendimento del Treasury a due anni è salito di 12 punti base al 4,16%, mentre il dollaro si è rafforzato. La correzione ha colpito in modo particolare il comparto legato all’intelligenza artificiale, già al centro delle rotazioni di capitale seguite negli ultimi giorni, come nell’analisi su Bitcoin e lo stop dell’IA. Il Nasdaq 100 ha perso circa il 5%, il calo più marcato da aprile 2025, mentre un indice dei produttori di semiconduttori è sceso del 10%. Anche l’S&P 500 ha ceduto il 2,6%, interrompendo il tentativo di chiudere la decima settimana consecutiva in rialzo. Sul fronte specifico delle criptovalute, il quadro resta condizionato dai deflussi dagli ETF e dal caso Strategy. CoinDesk ha collegato la debolezza settimanale a una serie record di uscite dai fondi e alla prima vendita di Bitcoin da parte di Strategy dal 2022, tema già approfondito nel nostro focus su Strategy e la tesoreria in Bitcoin. Anche il recente articolo sugli ETF Bitcoin ed Ethereum aveva mostrato quanto i flussi dei fondi restino centrali per la domanda marginale. La debolezza non riguarda solo Bitcoin. Ether resta in forte calo settimanale, con CoinDesk che ha indicato una perdita del 21,6% a circa 1.575 dollari, mentre Solana risulta in ribasso del 23,7% su sette giorni. Il clima prudente si estende anche a BNB, XRP, Dogecoin e Hyperliquid, confermando una fase in cui la propensione al rischio sulle criptovalute alternative resta compressa. Il recupero sopra 61.000 dollari riduce il rischio immediato di una capitolazione sotto 60.000 dollari, ma non cancella il deterioramento della settimana. Per chi segue il mercato in ottica informativa, la nostra guida al trading di criptovalute aiuta a inquadrare volatilità, liquidazioni e livelli tecnici senza trasformare il rimbalzo in un segnale operativo. La prossima prova sarà la tenuta dell’area dei 60.000 dollari, già al centro dell’analisi sul rischio di nuove vendite, in un contesto ancora dominato da tassi, dollaro e flussi degli ETF. ### Fonti - CoinDesk