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Fed dura sui tassi, Bitcoin arretra mentre Wall Street sale ancora

Le criptovalute cedono dopo la Fed restrittiva, mentre l’intesa sull’Iran sostiene Wall Street e raffredda il petrolio Brent.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Fed dura sui tassi, Bitcoin arretra mentre Wall Street sale ancora

Bitcoin resta sotto pressione dopo la decisione della Federal Reserve, che ha lasciato i tassi fermi ma ha segnalato una linea più cauta sull’inflazione. Il mercato delle criptovalute non ha seguito il recupero di Wall Street legato all’intesa sull’Iran, confermando una seduta dominata dal tema liquidità. CoinDesk ha riportato che la vendita ha colpito gran parte del settore nella giornata di giovedì, con Bitcoin indicato intorno a 63.900 dollari nella fase più debole.

Nel momento attuale BTC scambia a 64.509,24 dollari, in rialzo dello 0,10% nelle 24 ore, ma il quadro resta fragile dopo le pressioni viste subito dopo la Fed. La banca centrale statunitense ha mantenuto il costo del denaro nell’intervallo 3,5%-3,75%, come atteso dal mercato. Il punto più rilevante è arrivato però dalle nuove proiezioni: inflazione più alta, crescita più lenta e minore spazio per tagli rapidi dei tassi, uno schema che tende a penalizzare gli attivi più sensibili alla liquidità, come spiegato anche nella nostra guida al trading criptovalute.

Il primo voto sotto la presidenza di Kevin Warsh è stato letto dagli operatori come più restrittivo rispetto alle attese di una parte del mercato. CoinDesk ha indicato che alcuni funzionari hanno persino lasciato aperta l’ipotesi di nuovi rialzi, un passaggio che si inserisce nel quadro già discusso nella nostra analisi sulla curva dei Treasury più piatta e sul segnale inviato ai mercati da obbligazioni e dollaro. La debolezza non si è fermata a BTC.

CoinDesk ha riportato cali anche per Ether, XRP, Solana e Hyperliquid, con HYPE tra i ribassi più marcati dopo essere stato uno dei migliori token della settimana; TRON è stato invece indicato come l’unico tra i principali in territorio positivo. Il movimento su XRP conferma la fase delicata già emersa nel nostro approfondimento su XRP sotto 1,20 dollari, dove la tenuta dei volumi restava un nodo centrale. Il contrasto con l’azionario è stato netto.

La firma da parte di Donald Trump di un accordo ad interim per fermare la guerra con l’Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz ha sostenuto i future su S&P 500 e Nasdaq, mentre il Brent è sceso verso 78 dollari al barile. Il riferimento politico a Trump resta presente anche nel segmento dei token tematici, incluso Official Trump, ma la seduta delle criptovalute è stata guidata soprattutto dalla lettura sui tassi. Per Bitcoin, il punto di equilibrio resta quindi tra sollievo geopolitico e condizioni finanziarie più rigide.

La domanda di protezione vista nei giorni scorsi, con opzioni put e attenzione ai flussi degli ETF, era già stata evidenziata nel nostro focus su Bitcoin e i deflussi dagli ETF. Finché la Fed manterrà un orientamento restrittivo, anche le notizie positive sul fronte geopolitico potrebbero non bastare a riaccendere con decisione il rischio sulle criptovalute.

Fonti - CoinDesk

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