Curva dei Treasury più piatta: il segnale che frena BTC sui mercati
Lo spread tra Treasury Usa a 10 e 2 anni scende a 28 punti base: un segnale di Fed più restrittiva che pesa sugli asset senza rendimento.

Il mercato obbligazionario statunitense torna a mandare un segnale scomodo per Bitcoin e per gli altri asset rischiosi. L’appiattimento della curva dei Treasury suggerisce che gli operatori stanno prezzando una Federal Reserve meno incline ad allentare la politica monetaria nel breve periodo. BTC scambia in area 64.514,72 dollari, con una variazione giornaliera limitata.
CoinDesk ha riportato che il differenziale tra i rendimenti dei Treasury statunitensi a 10 anni e a 2 anni si è ristretto a 28 punti base, il livello più contenuto da aprile 2025. La testata ha collegato il movimento alla lettura di Skanda Amarnath, direttore esecutivo di EmployAmerica, secondo cui la curva sta segnalando una banca centrale più orientata alla cautela sui tagli. Il punto centrale è il rapporto tra tassi e attività prive di cedola.
Una Federal Reserve più restrittiva tende a rendere più competitivi gli strumenti a reddito fisso, mentre riduce l’attrattiva relativa degli attivi senza rendimento. Per il mercato delle criptovalute, questo meccanismo può tradursi in minore disponibilità di capitale speculativo, soprattutto quando le aspettative di taglio dei tassi vengono rinviate. Il movimento non riguarda soltanto la scadenza a 10 anni contro quella a 2 anni.
CoinDesk ha indicato che anche lo spread tra i Treasury a 30 anni e quelli a 5 anni si è ridotto ai minimi da aprile dello scorso anno. È un’inversione rispetto all’inizio dell’anno, quando l’irripidimento della curva veniva letto come un segnale favorevole agli asset rischiosi perché incorporava maggiori probabilità di tagli dei tassi. La reazione immediata sul mercato spot resta comunque contenuta: BTC è in lieve progresso dello +0,11% nelle ultime 24 ore.
Il quadro, però, si inserisce in una fase in cui i trader stanno già ricalibrando il peso della liquidità macro, come emerso nella nostra lettura su M2 e S&P 500 e nell’analisi sulla rotazione verso le criptovalute alternative. Per chi segue la volatilità del settore, resta utile anche la nostra guida al trading di criptovalute, che inquadra il ruolo dei tassi nelle fasi di avversione al rischio. Il tema dei tassi internazionali non è isolato agli Stati Uniti.
Nei giorni scorsi il mercato aveva già guardato alla stretta della banca centrale giapponese, mentre sul fronte dei prodotti quotati resta alta l’attenzione per il nuovo fondo di BlackRock con premi mensili. In entrambi i casi, il filo conduttore è la sensibilità degli investitori alla liquidità globale e al rendimento alternativo offerto dal mercato obbligazionario. Per ora il prezzo della prima criptovaluta non segnala una rottura direzionale, ma la curva piatta rende più fragile la narrativa di un sostegno monetario imminente.
Se il mercato obbligazionario continuerà a scontare tassi elevati più a lungo, la politica monetaria resterà un ostacolo per il recupero degli asset più sensibili al rischio.