Rotazione sulle criptovalute alternative, Bitcoin perde slancio
Uniswap sale con il target di Standard Chartered, mentre Bitcoin resta debole prima della Fed. Petrolio in calo e capitali verso token alternativi.

Bitcoin resta sotto pressione alla vigilia della decisione della Federal Reserve, mentre una parte del mercato delle criptovalute si muove in direzione opposta. La maggiore criptovaluta scambia a 64.927,65 dollari, in calo dell’1,05% nelle ultime 24 ore, con gli operatori concentrati sul primo verdetto sui tassi dell’era Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. CoinDesk ha riportato che il mercato sta mostrando segnali di rotazione del capitale verso criptovalute alternative, nonostante Bitcoin sia rimasto sostanzialmente fermo nell’area dei 66.000 dollari nella rilevazione indicata dalla testata.
Il quadro conferma una fase in cui il riferimento principale del settore non basta da solo a descrivere l’appetito per il rischio, un tema già emerso nella nostra analisi su Bitcoin e S&P 500 letti contro M2. Il movimento più evidente ha riguardato Uniswap, con il token UNI indicato da CoinDesk in rialzo del 22,5% a 3,53 dollari. La spinta è arrivata dopo l’avvio della copertura da parte di Standard Chartered, che ha fissato un obiettivo a 100 dollari entro il 2030; il tema era stato approfondito anche nel nostro articolo Uniswap, Standard Chartered vede UNI a 100 dollari entro il 2030.
La rotazione non si è limitata a UNI. Hyperliquid è salito del 7,8% nella giornata e del 34,3% su base settimanale, mentre Solana ha guadagnato il 14,7% in sette giorni pur restando piatta nella seduta indicata da CoinDesk. Ether è avanzato dell’1,4% a 1.793 dollari, mentre XRP ha ceduto lo 0,9% a 1,22 dollari, in continuità con una fase tecnica già discussa nell’analisi su XRP oltre 1,20 dollari. Anche il contesto macroeconomico ha contribuito a sostenere gli asset rischiosi, ma senza produrre una spinta netta su Bitcoin.
CoinDesk ha indicato che il Brent è sceso sotto 79 dollari al barile, minimo da oltre tre mesi, dopo un calo del 15% in quattro sedute legato alle attese su una riapertura dello Stretto di Hormuz dopo l’intesa tra Stati Uniti e Iran. Il raffreddamento del petrolio si inserisce nella stessa cornice analizzata dopo la tregua geopolitica in BTC tiene dopo la tregua, ma gli ETF non convincono il mercato. Il nodo resta ora la banca centrale statunitense.
Un messaggio percepito come più accomodante potrebbe rafforzare la domanda di rischio, mentre un tono prudente manterrebbe alta la selettività tra le criptovalute; per chi segue questi movimenti, la nostra guida al trading di criptovalute offre il quadro di base sui principali fattori da monitorare. In questa fase, il mercato sembra premiare soprattutto le narrazioni specifiche, più che un rialzo generalizzato del comparto. Nel paniere delle reti alternative osservate dagli investitori rientra anche NEAR Protocol, pur senza indicazioni puntuali nella fonte su prezzo o variazione giornaliera.
La sua presenza nel radar del mercato conferma però un punto centrale: la rotazione verso criptovalute diverse da Bitcoin è selettiva, e tende a concentrarsi sui progetti collegati a liquidità, infrastrutture e utilizzo delle reti. Per Bitcoin, la seduta resta quindi sospesa tra due forze: da un lato il sollievo sui prezzi dell’energia e sulla geopolitica, dall’altro l’attesa per la Fed e per nuovi segnali dai flussi istituzionali. Il confronto con gli strumenti quotati resta rilevante, come mostrano le ultime notizie su BlackRock e il nuovo ETF Bitcoin, ma per ora il denaro sembra cercare rendimento soprattutto nelle criptovalute alternative a maggiore catalizzatore.