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Bitcoin, put a 62.000 dollari e deflussi ETF: il mercato cerca protezione

Gli ETF spot su Bitcoin ed Ether tornano in deflusso per 111 milioni, mentre sul mercato opzioni cresce la domanda di protezione ribassista.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Bitcoin, put a 62.000 dollari e deflussi ETF: il mercato cerca protezione

Bitcoin resta vicino a quota 64.500 dollari, ma sotto la superficie il mercato sta cercando coperture di breve periodo. CoinDesk ha riportato che gli ETF spot su BTC ed Ether hanno registrato 111 milioni di dollari di deflussi combinati, mentre le speranze di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve si sono indebolite. Il prezzo di BTC scambia a 64.521,65 dollari, in rialzo dello 0,12% nelle ultime 24 ore, una variazione ridotta che maschera una fase più fragile del sentiment.

Il valore complessivo del mercato delle criptovalute è rimasto quasi fermo vicino a 2,26 mila miliardi di dollari da martedì, con il recupero che ha perso forza dopo il nuovo messaggio restrittivo della banca centrale statunitense. Il segnale più netto arriva dal mercato delle opzioni. CoinDesk ha indicato che su Deribit sono comparsi acquisti rilevanti di opzioni put su BTC con prezzo di esercizio a 62.000 dollari e scadenza 21 giugno, cioè a ridosso del fine settimana.

Secondo i dati citati da Laevitas, sono passati di mano 1.750 contratti, con premi pagati per oltre 600.000 dollari. Una put dà il diritto, ma non l’obbligo, di vendere l’asset sottostante a un prezzo prefissato entro la scadenza. In questo caso la copertura ha senso se BTC dovesse scendere sotto 62.000 dollari entro il 21 giugno, oppure se gli operatori volessero assicurarsi contro un movimento improvviso.

È un’impostazione coerente con il tema già emerso nella nostra analisi sulla curva dei Treasury più piatta e il segnale della Fed per BTC. Il ritorno dei deflussi dagli ETF spot complica il quadro, perché nelle ultime settimane questi prodotti hanno rappresentato uno dei canali principali di domanda istituzionale. Per chi segue il mercato attraverso strumenti regolamentati, il passaggio si inserisce nel più ampio dossier sugli ETF su criptovalute, dopo il raffreddamento già osservato nella seduta in cui BTC ha tenuto ma gli ETF non hanno convinto il mercato.

La dinamica non indica da sola un cambio di tendenza, ma segnala che il flusso in ingresso non è più scontato. Il dato on-chain, però, racconta una lettura meno lineare. CoinDesk ha riportato anche che, secondo Santiment, gli indirizzi con almeno 1.000 BTC controllano circa 7,17 milioni di monete, il livello più alto dal 14 marzo.

In altre parole, mentre una parte del mercato compra protezione sul breve, i portafogli più grandi sembrano accumulare durante la debolezza. La cautela si estende anche al resto del comparto, dove asset come NEAR Protocol restano esposti alla stessa combinazione di tassi reali, liquidità e propensione al rischio. Per chi opera con orizzonti brevi, la nostra guida al trading criptovalute ricorda quanto il calendario macro possa pesare sui movimenti di prezzo, soprattutto quando le scadenze delle opzioni concentrano posizionamenti ravvicinati.

Il nodo ora è capire se la domanda delle grandi tasche riuscirà ad assorbire l’effetto combinato di ETF in uscita e coperture ribassiste. La fase ricorda altri momenti recenti in cui il mercato ha alternato segnali di accumulo e prudenza, come nel caso della discussione sulle reti Bitcoin di secondo livello finite sotto esame e delle nuove strutture di prodotto analizzate con BITA di BlackRock. Per ora, il livello di 62.000 dollari è diventato il riferimento tattico che molti operatori guarderanno fino alla scadenza del 21 giugno.

Fonti - CoinDesk

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