Bitcoin tiene quota 63.000 mentre il mercato si rifugia in USDT
Bitcoin resta vicino a 63.000 dollari dopo il selloff, mentre il peso di Tether segnala prudenza e le Borse guardano all'intelligenza artificiale.

Bitcoin resta appena sopra quota 63.000 dollari dopo una settimana di vendite pesanti, ma il segnale più netto arriva dalla rotazione difensiva verso Tether. BTC scambia a 63.081,69 dollari, con una variazione a 24 ore dello 0,03%, mentre il mercato continua a mostrare prudenza dopo il passaggio sotto i 60.000 dollari dei giorni scorsi. CoinDesk ha riportato che la quota di mercato di USDT è salita del 13,55% nell’ultima settimana, fino a raggiungere il 9%. Si tratta del maggiore incremento settimanale da marzo 2025. Una crescita così rapida della dominance della stablecoin segnala di norma un arretramento degli operatori dagli asset più volatili verso strumenti ancorati al dollaro, soprattutto quando il movimento coincide con pressioni di vendita su BTC e sul resto del comparto. Il dato, tuttavia, non racconta soltanto capitale fermo in attesa di rientrare. CoinDesk ha indicato che la capitalizzazione della stablecoin è scesa dello 0,7% a 186,89 miliardi di dollari, segnando la terza settimana consecutiva in calo. Questo suggerisce che parte dei flussi usciti dalle criptovalute potrebbe avere lasciato del tutto il mercato, più che essersi semplicemente spostata in stablecoin. Il quadro si inserisce nella stessa fase analizzata nella nostra ricostruzione sulla disputa sulle cause del calo a 60.000 dollari e nel focus sul ruolo di ETF e inflazione. Sul fronte azionario, il contrasto con le criptovalute resta evidente. CoinDesk ha segnalato un recupero dei listini sostenuto dall’accordo sui chip tra NVIDIA e SK Hynix, dal rilancio di Apple nell’intelligenza artificiale e dall’offerta pubblica iniziale di SpaceX, descritta come molto richiesta. Il movimento conferma la preferenza degli investitori per i grandi temi tecnologici, un passaggio già emerso nella nostra analisi sulla rotazione dai token ai titoli tecnologici. Per il mercato delle criptovalute, la tenuta sopra i 63.000 dollari non basta ancora a cancellare il deterioramento visto nelle ultime sedute. La soglia dei 60.000 dollari resta il riferimento psicologico più vicino, dopo il forte selloff e le ricoperture che hanno colpito i ribassisti, come ricostruito nel nostro approfondimento sulle liquidazioni dei ribassisti. In questa fase, le dinamiche descritte nella nostra guida al trading criptovalute restano particolarmente sensibili alla gestione del rischio e alla liquidità disponibile. La lettura dominante è quindi quella di un mercato ancora diviso: da un lato BTC prova a stabilizzarsi sopra un livello chiave, dall’altro l’aumento del peso di USDT e il calo della sua capitalizzazione indicano uscite non necessariamente pronte a rientrare. Nelle prossime sedute, la capacità di mantenere quota 63.000 dollari e l’eventuale ritorno dei flussi sugli asset digitali saranno il banco di prova per capire se il minimo sotto i 60.000 dollari sia stato assorbito o se, al 9 giugno 2026, prevalga ancora una fase difensiva. ### Fonti - CoinDesk