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Bitcoin sotto esame: inflazione e ETF pesano più di Strategy

CoinDesk riporta l’analisi di 10x Research: il calo di Bitcoin sarebbe legato a inflazione Usa e deflussi dagli ETF.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Bitcoin sotto esame: inflazione e ETF pesano più di Strategy

Il Bitcoin torna al centro dell’attenzione dei mercati dopo la discesa sotto quota 60.000 dollari, ma la causa principale potrebbe non essere Strategy di Michael Saylor. CoinDesk ha riportato che, secondo Markus Thielen di 10x Research, il mercato avrebbe concentrato troppo l’attenzione sulle mosse della società e troppo poco sull’effetto dell’inflazione statunitense e dei deflussi dagli ETF. BTC scambia ora a 63.886,64 dollari, in rialzo dello 0,92% nelle ultime 24 ore, dopo giorni segnati da forte volatilità. Il tema resta centrale anche per chi segue il mercato da una prospettiva di lungo periodo, compresi gli investitori che consultano guide su come comprare Bitcoin senza perdere di vista il contesto macroeconomico. La correzione delle ultime settimane si inserisce in una fase in cui i dati Usa hanno riacceso i dubbi sulla traiettoria dei tassi della Federal Reserve. CoinDesk ha indicato che Thielen, fondatore di 10x Research, ha scritto ai clienti che la lettura dominante del ribasso sarebbe stata incompleta. Molti operatori hanno collegato le vendite alla prima cessione di BTC da parte di Strategy dal 2022 e al timore che il maggiore detentore societario possa aumentare l’offerta sul mercato. L’analista, invece, ha posto l’accento sui riscatti netti registrati dagli ETF su Bitcoin quotati negli Stati Uniti, un tema già emerso nella nostra ricostruzione sulla fuga record dagli ETF Bitcoin. Il punto di svolta, secondo l’analisi riportata da CoinDesk, sarebbe arrivato con il dato sull’inflazione di aprile pubblicato il 12 maggio, risultato superiore alle attese. Da quel momento gli ETF statunitensi su Bitcoin avrebbero registrato circa 5,4 miliardi di dollari di riscatti netti. Nello stesso periodo Strategy avrebbe invece accumulato circa 2 miliardi di dollari in BTC, risultando tra i pochi compratori rilevanti in una fase di mercato dominata dalle uscite istituzionali. La distinzione è importante perché sposta il fuoco dalla singola società al quadro più ampio dei flussi finanziari. Nei giorni scorsi avevamo già segnalato il peso combinato di ETF e materie prime nel quadro già emerso sul prezzo sopra 63.000 dollari, mentre le aspettative su Saylor erano state alimentate dalla lettura sui nuovi acquisti di Strategy. La tesi di 10x Research ridimensiona quindi l’idea che Strategy sia il principale fattore di pressione. L’attenzione si sposta ora sul dato di mercoledì sui prezzi al consumo di maggio. Il modello di 10x Research prevede un’inflazione annua al 4,3%, sopra il 3,8% del mese precedente e oltre il consenso degli analisti indicato al 4,2%. Una lettura superiore al 4% potrebbe rafforzare l’ipotesi di tassi statunitensi elevati, scenario che negli ultimi mesi ha spesso penalizzato gli asset più sensibili alla liquidità, incluse le criptovalute. Per Bitcoin, la prossima prova macro arriva quindi in un momento in cui il mercato resta fragile ma non privo di strumenti di copertura. La volatilità è diventata un tema autonomo, come mostra l’avvio dei future sulla volatilità di Bitcoin, mentre il legame tra dati economici e prezzi era già apparso nella recente pressione dei dati Usa. Se l’inflazione sorprenderà ancora al rialzo, la narrativa sui flussi degli ETF potrebbe tornare a dominare anche più delle mosse di Strategy. ### Fonti - CoinDesk

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