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ETF su Bitcoin, deflussi record mentre l’inflazione agita i mercati

Deflussi record dagli ETF a pronti su Bitcoin negli Usa: fino a 635 milioni fuori in un giorno mentre l’inflazione riaccende il nodo Fed.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
ETF su Bitcoin, deflussi record mentre l’inflazione agita i mercati

Gli ETF a pronti statunitensi su Bitcoin hanno registrato la seduta peggiore da fine gennaio, con uscite nette stimate tra 630,4 milioni e 635 milioni di dollari. Il movimento, riportato da Decrypt e CoinDesk, arriva mentre i dati sull’inflazione statunitense hanno riacceso i dubbi sul percorso dei tassi della Federal Reserve.

La giornata di mercoledì 13 maggio ha interrotto una fase di afflussi che aveva sostenuto la narrativa rialzista sul mercato. Decrypt ha indicato uscite per 630,4 milioni di dollari, sulla base dei dati di Farside Investors; CoinDesk, citando SoSoValue, ha riportato una cifra leggermente superiore, pari a 635 milioni. In entrambi i casi si tratta del maggiore deflusso giornaliero dal 29 gennaio, quando i fondi avevano perso 817,8 milioni di dollari secondo Decrypt.

Il dettaglio dei flussi mostra una pressione concentrata sui principali prodotti del mercato statunitense. Decrypt ha riportato rimborsi per 284,7 milioni di dollari sull’IBIT di BlackRock, 177,1 milioni sull’ARKB di ARK Invest, 133,2 milioni sul FBTC di Fidelity e 35,4 milioni sul BITB di Bitwise. La stessa fonte ha segnalato che questi quattro strumenti hanno rappresentato l’intero saldo negativo della giornata.

Il cambio di tono pesa perché i flussi degli ETF erano stati considerati uno dei principali sostegni al recupero del prezzo. Decrypt ha ricordato che la serie positiva delle cinque settimane precedenti aveva portato circa 3,8 miliardi di dollari di afflussi netti cumulati fino alla settimana chiusa il 6 maggio. CoinDesk ha aggiunto che, nelle ultime cinque sedute, gli ETF hanno perso complessivamente 1,26 miliardi di dollari, riducendo gli afflussi netti totali dal debutto del gennaio 2024 da 59,76 miliardi a 58,5 miliardi.

Il fattore macroeconomico resta al centro della lettura degli analisti. Decrypt ha riportato che l’indice dei prezzi al consumo di aprile è salito al 3,8%, sopra le attese e al livello più alto da settembre 2023, seguito da un indice dei prezzi alla produzione al 6%, massimo da febbraio 2023. Illia Otychenko, analista capo di CEX.IO, ha collegato i deflussi al repricing delle attese sulla politica della Federal Reserve, con il mercato tornato a discutere la possibilità di tassi più restrittivi.

Sul prezzo, la reazione è stata meno lineare. CoinDesk ha scritto che il rialzo partito da 65.000 dollari e arrivato sopra 80.000 dollari si è fermato vicino alla media mobile semplice a 200 giorni, collocata poco sopra 82.000 dollari. Al momento della scrittura, i dati TwelveData indicano BTC a 80.164,81 dollari, in rialzo dell’1,11% nelle 24 ore, un quadro che resta coerente con una fase di volatilità dopo il dato PPI già analizzato nel nostro aggiornamento su Bitcoin vicino a 80.000 dollari dopo il PPI Usa.

Il dato è circoscritto ai veicoli statunitensi su BTC: nelle fonti citate non emergono riferimenti a fondi su NEAR Protocol o ad altre singole reti. Per un inquadramento più ampio sull’asset principale e sui canali di esposizione al mercato, resta utile la nostra scheda dedicata a Bitcoin, mentre l’episodio conferma quanto i flussi degli ETF possano amplificare la sensibilità del prezzo ai dati macroeconomici statunitensi.

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