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ETF Bitcoin in uscita: IBIT perde 300 milioni mentre l’IA drena capitali

Deflussi netti da 231 milioni di dollari sugli ETF statunitensi su Bitcoin: IBIT pesa sul saldo mentre l’IA guida la rotazione azionaria.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
ETF Bitcoin in uscita: IBIT perde 300 milioni mentre l’IA drena capitali

Il prezzo di Bitcoin resta sotto pressione mentre dagli ETF statunitensi arrivano nuovi segnali di raffreddamento della domanda. CoinDesk ha riportato che i fondi quotati su Bitcoin con replica fisica hanno registrato lunedì 231 milioni di dollari di deflussi netti, con BlackRock IBIT responsabile della parte più rilevante del movimento. Il dato colpisce perché arriva in una fase in cui altre aree del mercato mostrano maggiore propensione al rischio, soprattutto intorno ai titoli legati all’intelligenza artificiale.

Bitcoin scambia a 59.423,59 dollari, in calo dell’1,23% nelle ultime 24 ore, confermando un finale di trimestre difficile per il comparto delle attività digitali. Secondo CoinDesk, il solo IBIT ha visto uscire 300 milioni di dollari, mentre altri prodotti hanno attenuato il saldo complessivo con flussi positivi. ARKB avrebbe raccolto circa 50 milioni di dollari e GBTC circa 35 milioni, una dinamica che mostra come la pressione non sia uniforme su tutto il settore degli ETF su criptovalute, ma sia comunque sufficiente a pesare sul sentiment generale.

La debolezza dei fondi su Bitcoin si inserisce in un contesto già fragile per le criptovalute. Il movimento conferma quanto emerso nella nostra analisi su Bitcoin fragile a fine trimestre, token minori in rosso ed ETF sotto tiro, dove il tema centrale era la difficoltà del mercato a trattenere capitali in assenza di nuovi catalizzatori. Per ora, la narrativa dominante sembra spostarsi altrove.

Il confronto più netto è con l’azionario tecnologico. CoinDesk ha indicato che il rialzo di Wall Street si è esteso all’Asia martedì, dopo che il recupero dei semiconduttori ha aiutato l’indice S&P 500 a interrompere una serie negativa di cinque sedute. L’MSCI Asia Pacific ha guadagnato 1% nell’ultima giornata del trimestre e si avvia verso il miglior progresso trimestrale in quasi 17 anni.

In Asia il caso più evidente resta la Corea del Sud. Il Kospi, che all’inizio del mese aveva perso 10% in una sola seduta, è salito del 2,1%, consolidando la posizione tra i principali indici più forti dell’anno. Samsung ha più che raddoppiato il proprio valore nel trimestre, mentre SK Hynix ha guadagnato quasi il 240% da aprile, in una corsa alimentata dalla domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

La rotazione non riguarda solo azioni e criptovalute, ma anche le valute di finanziamento. Lo yen è sceso sui minimi contro il dollaro dal 1986, un segnale coerente con l’uso della divisa giapponese per finanziare operazioni più rischiose; un tema già affrontato nella nostra analisi sulla correlazione tra Bitcoin e yen. In questo schema, i capitali che in altri momenti avrebbero potuto cercare esposizione a Bitcoin sembrano oggi preferire il ciclo dell’IA.

Il punto per il mercato è che l’intelligenza artificiale sta assorbendo attenzione e liquidità in modo trasversale. Lo si è visto anche con il focus su NVIDIA e il debito al centro dell’IA e con il recente caso Micron, tra corsa dell’IA e rischio eccesso nella memoria. Per Bitcoin, la sfida di breve periodo è tornare competitivo nella distribuzione dei capitali globali, mentre anche le società esposte alla tesoreria in BTC, come indicato nel caso Strategy e il piano di riacquisti fino a 2 miliardi, restano osservate speciali.

Fonti - CoinDesk

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