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Bitcoin, Bernstein indica la causa del calo: capitali verso l’IA

Bernstein attribuisce la debolezza di BTC al rallentamento dei flussi: ETF in deflusso e domanda retail spostata verso l’intelligenza artificiale.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin, Bernstein indica la causa del calo: capitali verso l’IA

Il prezzo di Bitcoin scambia a 61.694,84 dollari, in calo del 2,17% nelle ultime 24 ore, mentre il mercato cerca una spiegazione al nuovo arretramento. CoinDesk ha riportato che, per Bernstein, la debolezza recente non dipende soprattutto dai timori sui computer quantistici, ma dal rallentamento dei flussi di capitale verso la principale criptovaluta. Secondo l’intermediario finanziario di Wall Street, le società con tesorerie in BTC e gli ETF hanno attirato circa 12 miliardi di dollari dall’inizio del 2026, contro circa 60 miliardi nell’intero 2025. Il dato si inserisce in un quadro già seguito da vicino dal mercato, anche dopo la nostra analisi sul ruolo delle riserve in dollari di Strategy, società indicata da Bernstein tra i principali acquirenti aziendali. Il punto più sensibile resta il canale dei fondi quotati. Bernstein ha indicato deflussi netti per circa 2,6 miliardi di dollari dagli ETF, a fronte di una base patrimoniale di circa 75 miliardi. La dimensione dell’uscita, pur negativa, viene letta dagli analisti come relativamente contenuta: il possesso della criptovaluta apparirebbe meno dipendente dagli acquisti di breve periodo degli investitori al dettaglio. È un passaggio coerente con le recenti pressioni di ETF e inflazione emerse nelle ultime sedute. La rotazione verso l’intelligenza artificiale è il secondo elemento centrale della lettura di Bernstein. Gli investitori al dettaglio avrebbero spostato una parte dell’attenzione verso opportunità legate all’IA, mentre dentro l’ecosistema delle criptovalute le aree più forti del 2026 sarebbero quelle connesse a titoli e materie prime tokenizzati. Il tema era già emerso nella nostra copertura sulla rotazione verso l’intelligenza artificiale, in un mercato in cui la liquidità segue con rapidità i comparti più narrativi. CoinDesk ha ricordato anche il dibattito sui computer quantistici, tornato ricorrente dopo ricerche di Google che hanno suggerito come le risorse necessarie a compromettere alcuni sistemi crittografici possano essere inferiori alle stime precedenti. Per Bernstein, però, questo non sarebbe il fattore dominante dietro la correzione: il nodo principale resta la minore forza dei nuovi capitali, non una rivalutazione improvvisa del rischio tecnologico. Il quadro lascia il mercato in una fase di liquidità selettiva, nella quale il prezzo reagisce più ai flussi che alle sole notizie tecniche. Per chi segue la negoziazione di criptovalute, il confronto tra domanda aziendale, ETF e rotazione verso l’IA resta quindi il baricentro della lettura di breve periodo. Dopo il recente rifugio del mercato in USDT, la variabile da osservare è se la domanda istituzionale riuscirà a compensare la minore spinta degli investitori al dettaglio. ### Fonti - CoinDesk

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