Chrome, Google chiude una falla V8 già sfruttata dagli hacker
Google ha corretto una vulnerabilità ad alta gravità in Chrome già sfruttata: coinvolto V8, aggiornamenti per Windows, Mac e Linux.

Google ha corretto una vulnerabilità ad alta gravità in Chrome dopo avere rilevato che la falla era già sfruttata da attaccanti. Decrypt ha riportato che il problema riguarda V8, il motore usato dal navigatore di Google per eseguire JavaScript e WebAssembly, e che la correzione è stata inserita nelle nuove versioni distribuite per i principali sistemi operativi. La vulnerabilità è identificata come CVE-2026-85046 ed è classificata come errore di confusione di tipo, una categoria di difetti che può portare il programma a trattare dati in modo errato.
Google non ha indicato chi siano gli attaccanti, quali vittime siano state colpite o quale sia l’effetto concreto dell’exploit, e non ha chiarito se la falla possa consentire esecuzione di codice da remoto. Secondo quanto riportato da Decrypt, la correzione è compresa in Chrome 152.0.7977.82 e 152.0.7977.83 per Windows e Mac, mentre per Linux è indicata la versione 152.0.7977.82. La distribuzione dell’aggiornamento avverrà progressivamente, con Google che ha indicato una finestra di rilascio nell’arco di giorni o settimane.
Il caso interessa anche il settore delle risorse digitali perché molti utenti gestiscono portafogli, estensioni e accessi a servizi finanziari direttamente dal navigatore. Per chi segue Bitcoin, Ethereum o più in generale la nostra guida al trading di criptovalute, la sicurezza del dispositivo resta un elemento operativo rilevante, distinto però dalle dinamiche di prezzo e dagli scenari di mercato. Il collegamento tra sicurezza informatica e attività in criptovalute è tornato più volte al centro dell’attenzione.
Nei giorni scorsi abbiamo seguito il caso della botnet Sality che dirottava pagamenti in criptovalute, vicenda diversa da quella di Chrome ma utile a ricordare come gli attaccanti cerchino spesso punti deboli nell’ambiente usato dagli utenti prima ancora che nelle catene a blocchi. Per Alphabet, società madre di Google, la gestione delle vulnerabilità rientra in un perimetro più ampio di fiducia tecnologica, soprattutto mentre il gruppo rafforza la propria presenza nei servizi di calcolo e nell’intelligenza artificiale. Il tema si affianca ad altri dossier recenti sul gruppo, dalla competizione nell’IA per la difesa raccontata nell’analisi su Palantir e Google fino alla crescita del cloud IA di Alphabet.
La falla è stata segnalata il 4 agosto dal ricercatore Salvatore Gulizia, noto anche come Serotav, al quale Google ha riconosciuto un premio da 1.000 dollari. In attesa che l’aggiornamento raggiunga tutti gli utenti, la misura indicata dal bollettino resta verificare la versione installata di Chrome e applicare la correzione ufficiale, evitando pacchetti o canali non riconducibili alla distribuzione del produttore.