Thiel ha comprato Amazon dopo due trimestri a zero: il segnale incuriosisce Wall Street
Thiel Macro ha comprato azioni Amazon dopo due trimestri senza titoli: la quota diventa la prima posizione del fondo e riaccende il tema IA.

Amazon è diventata la nuova prima posizione azionaria di Thiel Macro, il veicolo legato a Peter Thiel, dopo due trimestri consecutivi senza esposizione ai titoli. The Motley Fool ha riportato che il fondo ha investito oltre 418 milioni di dollari in otto società nel trimestre più recente, scegliendo il gruppo di Seattle come principale scommessa legata all’intelligenza artificiale. La mossa pesa perché Thiel non è un nome qualunque nella tecnologia: è cofondatore di PayPal e Palantir Technologies, oltre a essere stato il primo investitore esterno di Facebook, oggi Meta Platforms.
Il suo ritorno sull’azionario arriva in una fase in cui il mercato è molto selettivo sui titoli dell’intelligenza artificiale, come mostrato anche dal recente calo di Palantir con Google nell’IA per la difesa. Secondo The Motley Fool, Thiel Macro aveva portato a zero le proprie partecipazioni nel quarto trimestre dello scorso anno e nel primo trimestre di quest’anno. Il nuovo portafoglio comprende otto titoli, con una presenza significativa anche nell’energia: un dettaglio non secondario, perché la domanda di elettricità dei centri dati è ormai parte della stessa catena di crescita dell’IA.
Per chi segue il mercato azionario in modo più ampio, la scelta si inserisce nel dibattito sulle migliori azioni da comprare, pur senza trasformare una posizione di un fondo in un’indicazione operativa. Il collegamento tra Amazon e l’intelligenza artificiale passa soprattutto dal cloud, dove Amazon Web Services fornisce infrastruttura, capacità di calcolo e servizi software alle imprese. Il titolo scambia a 258,51 dollari, in lieve calo dello 0,15% nelle ultime 24 ore, mentre gli investitori continuano a valutare quanto la spesa per l’IA possa tradursi in ricavi ricorrenti.
La stessa attenzione alla capacità infrastrutturale ha sostenuto nelle ultime sedute anche il confronto su NVIDIA e gli investimenti legati all’espansione IA. Il dato più appariscente resta la performance storica: The Motley Fool ha indicato che Amazon è salita di circa 200.000% dalla sua offerta pubblica iniziale. Una crescita di questa portata rende inevitabile il confronto tra qualità del business e valutazione, soprattutto in un mercato che premia ancora l’IA ma punisce rapidamente le aspettative giudicate eccessive.
La domanda per Wall Street non è se Amazon sia già stata una grande storia di Borsa, ma se cloud, pubblicità digitale e commercio elettronico possano sostenere un’altra fase di espansione. Restano anche rischi specifici. Sul fronte regolamentare, Amazon è già sotto pressione negli Stati Uniti, come emerso nel caso in cui la FTC ha contestato 20 miliardi di dollari sugli annunci.
A questo si aggiungono concorrenza nel cloud, investimenti elevati nei centri dati e margini da difendere nel commercio al dettaglio, elementi che possono rendere più volatile la lettura degli utili trimestrali. La scelta di Thiel va quindi letta come un segnale di portafoglio, non come una previsione automatica sull’andamento del titolo. I documenti sulle partecipazioni fotografano decisioni già prese e non chiariscono sempre l’orizzonte temporale o la strategia di copertura.
Per il mercato, però, il fatto che Amazon sia diventata la prima posizione dopo due trimestri a zero aggiunge un nuovo tassello alla narrativa sull’IA: non solo semiconduttori, ma anche piattaforme cloud e grandi gruppi tecnologici capaci di monetizzare la domanda aziendale.