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Kalshi prepara future perpetui su XRP e Solana dopo il via CFTC

Kalshi deposita alla CFTC una lista di future perpetui su Ethereum, XRP, Solana e altre criptovalute dopo il via libera su Bitcoin negli Stati Uniti.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Kalshi prepara future perpetui su XRP e Solana dopo il via CFTC

Kalshi prova ad allargare rapidamente il perimetro dei derivati su criptovalute negli Stati Uniti. Decrypt ha riportato che la società ha depositato lunedì una richiesta di certificazione per una serie di future perpetui collegati ad asset digitali alternativi, dopo il via libera della CFTC ai contratti perpetui su Bitcoin arrivato venerdì. La lista indicata nel deposito comprende Ethereum, XRP, Solana, Dogecoin, Stellar, Chainlink, Bitcoin Cash, Litecoin, Sui, Shiba Inu, Polkadot e Hedera. Il passaggio segnala una spinta più ampia di Kalshi verso strumenti che finora, per i clienti statunitensi, sono stati spesso associati a piattaforme non statunitensi o a operatori decentralizzati. Il punto centrale, però, è che l’elenco non equivale ancora a un’approvazione automatica. Decrypt ha ricordato che la CFTC ha indicato un esame caso per caso per eventuali future perpetui oltre Bitcoin, osservando che questa categoria di derivati potrebbe non essere adatta a tutte le classi di attività. In altre parole, la porta regolamentare si è aperta, ma ogni nuovo contratto dovrà superare un vaglio specifico. La mossa arriva pochi giorni dopo la decisione che ha consentito a Kalshi di portare i future perpetui su Bitcoin nel mercato regolamentato statunitense, un passaggio che avevamo seguito nell’analisi sulla apertura della CFTC a Kalshi. Per chi segue la struttura di questi strumenti, resta utile anche la nostra guida al trading di criptovalute, perché i contratti perpetui amplificano l’esposizione al prezzo senza prevedere una scadenza tradizionale. L’espansione verso le criptovalute alternative avrebbe un impatto potenziale soprattutto sul piano competitivo. Negli Stati Uniti, l’accesso a prodotti perpetui regolamentati è stato a lungo più limitato rispetto ad altre giurisdizioni, mentre il volume dell’attività speculativa si è concentrato su sedi estere e su protocolli di finanza decentralizzata. Un’approvazione anche parziale dell’elenco presentato da Kalshi potrebbe quindi rafforzare il processo di trasferimento onshore dei derivati su asset digitali. Il tema si inserisce in una fase di mercato già sensibile alla leva finanziaria e ai flussi sugli strumenti quotati. Nei giorni scorsi abbiamo segnalato la pressione su Bitcoin tra ETF e vendite nella notizia su Bitcoin tornato sui minimi da aprile, mentre sul fronte delle criptovalute alternative il quadro resta selettivo, come mostrato dal recente approfondimento su XRP ai minimi da 15 settimane. Per Kalshi, la richiesta rappresenta dunque un test regolamentare oltre che commerciale. L’approvazione iniziale su Bitcoin ha creato un precedente, ma la CFTC ha già chiarito che non intende trattare ogni asset nello stesso modo. La prossima fase dirà se il mercato statunitense dei derivati su criptovalute potrà estendersi dalle principali monete digitali a un paniere più ampio di token, oppure se l’autorità limiterà l’esperimento ai contratti considerati più maturi e liquidi. ### Fonti - Decrypt

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