Microsoft batte Meta in Borsa dopo i conti: l’IA torna a far sognare Wall Street
Microsoft sale dopo i risultati fiscali e rassicura sui costi dell’IA, mentre Meta resta più debole nel confronto tra Magnifici Sette.

Microsoft ha riconquistato attenzione a Wall Street dopo conti accolti con un forte rialzo, mentre Meta Platforms resta il termine di confronto più scomodo tra i grandi titoli tecnologici. Il nodo, ancora una volta, è la capacità di finanziare la corsa all’intelligenza artificiale senza comprimere troppo la generazione di cassa. The Motley Fool ha evidenziato il contrasto tra i due titoli dei Magnifici Sette: da inizio 2026 Menlo Park perde il 14%, mentre Redmond arretra del 2%.
La distanza si è ampliata dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, con gli investitori che hanno premiato soprattutto la disciplina indicata dal gruppo guidato da Satya Nadella sulla spesa per infrastrutture. Il titolo scambia a 464,72 dollari, in rialzo del 3,02% nelle ultime 24 ore. Dopo i risultati del quarto trimestre fiscale 2026, relativi ai tre mesi chiusi il 30 giugno e diffusi il 29 luglio, le azioni hanno messo a segno un balzo superiore al 15%, segnale di una reazione molto netta del mercato.
Il punto chiave è la previsione secondo cui il gruppo dovrebbe restare positivo sul flusso di cassa nell’esercizio fiscale 2027, nonostante gli investimenti necessari a sostenere la domanda di servizi legati all’intelligenza artificiale. La società prevede 175 miliardi di dollari di spese in conto capitale nel 2026 solare, un livello inferiore ai 190 miliardi attesi dagli analisti citati dalla fonte. La prudenza relativa sui costi non significa però una frenata degli investimenti.
Il management ha indicato che la spesa in conto capitale dell’esercizio fiscale 2027 aumenterà su base annua, ma il mercato sembra aver dato più peso alla sostenibilità finanziaria del piano che alla dimensione assoluta degli esborsi. È lo stesso tema che avevamo analizzato nel confronto tra Microsoft e Alphabet sui costi dell’IA, dove la differenza tra crescita e consumo di cassa è diventata centrale. I numeri annuali offrono la base del rimbalzo: nell’esercizio fiscale 2026 i ricavi sono saliti a 332 miliardi di dollari, con una crescita del 18% rispetto all’anno precedente.
L’utile per azione non basato sui principi contabili standard è aumentato del 22%, arrivando a 17,28 dollari, un risultato che rafforza l’idea di un gruppo ancora capace di trasformare la scala del suo ecosistema in margini. Il confronto con Menlo Park resta delicato perché entrambe le società stanno investendo molto nell’IA, ma il mercato distingue sempre più tra spesa produttiva e spesa percepita come incerta. Su questo punto pesa il precedente recente di Meta tornata al centro del dibattito sulla valutazione, dopo settimane segnate dalle domande sui costi delle iniziative tecnologiche più ambiziose.
La partita non riguarda solo questi due titoli. L’intero comparto tecnologico viene rivalutato attraverso il filtro dei centri dati, dei semiconduttori e della domanda di potenza di calcolo, come mostrano anche le attese su NVIDIA verso i prossimi conti e il recente ottimismo su Amazon dopo i risultati. Per chi segue le migliori azioni da comprare, il messaggio di Wall Street è meno euforico di quanto sembri: l’IA piace, ma solo se accompagnata da numeri credibili sulla cassa.