Moody’s assegna A2 a RLUSD da 2,6 miliardi: Ripple incassa un segnale raro
Moody’s assegna ad RLUSD rating A2 e P-1 dopo il via libera OCC a Ripple National Trust Bank: riserve solide, ma restano nodi legali.

Moody’s ha assegnato alla stablecoin RLUSD di Ripple un rating A2 a lungo termine e P-1 a breve termine, portando un giudizio di grado di investimento su un prodotto da 2,6 miliardi di dollari. Decrypt ha riportato che la decisione arriva il giorno dopo il via libera finale dell’Office of the Comptroller of the Currency alla Ripple National Trust Bank, il nuovo tassello federale nella gestione delle riserve. La valutazione riguarda Ripple USD, emessa dalla controllata Standard Custody & Trust Company, e interessa anche il mercato delle infrastrutture su cui circolano le stablecoin, compresa Ethereum e l’ecosistema XRP Ledger.
Per chi segue il settore attraverso una prospettiva più ampia di trading criptovalute, il passaggio è rilevante perché sposta l’attenzione dalla sola adozione commerciale alla qualità legale e patrimoniale delle riserve. Moody’s ha motivato il giudizio con la qualità degli attivi a copertura di RLUSD, detenuti soprattutto in Treasury bill, altri strumenti governativi statunitensi di breve periodo e liquidità. The Block ha indicato che l’agenzia ha richiamato sia la qualità creditizia sia il valore di mercato delle riserve, elementi centrali per una stablecoin ancorata al dollaro.
Il rating A2 è il sesto livello più alto nella scala di Moody’s, mentre P-1 rappresenta il massimo giudizio di breve termine. Decrypt ha inoltre riportato che gran parte delle riserve è custodita presso BNY e che gli investitori istituzionali idonei possono riscattare RLUSD alla pari entro due giorni lavorativi, un dettaglio importante per valutare la liquidità operativa del prodotto. La promozione non elimina però tutte le aree di rischio.
Moody’s ha segnalato che Standard Custody non è una struttura isolata dal fallimento e che, allo stato attuale, i detentori di RLUSD non hanno un diritto diretto di proprietà sulle riserve; l’agenzia ha però ricordato che il GENIUS Act statunitense, atteso in vigore nel 2027, dovrebbe escludere le riserve obbligatorie dalla massa fallimentare dell’emittente. Il passaggio si inserisce in una sequenza ravvicinata di notizie per Ripple. Ieri il gruppo ha ottenuto la licenza bancaria federale Usa per le riserve RLUSD, mentre il mercato ha già valutato l’impatto commerciale dell’accordo con Robinhood su RLUSD, che amplia la visibilità della stablecoin presso una base retail molto ampia.
La nuova banca fiduciaria nazionale di Ripple dovrà gestire le riserve di RLUSD e agire come trustee del collaterale, mentre l’emissione resterà in capo a Standard Custody sotto la supervisione del New York Department of Financial Services. In parallelo, il tema della tokenizzazione continua a intrecciarsi con l’infrastruttura Ripple, come mostrato anche dalla recente operazione Aviva sulle quote di un fondo sterling, segnale che la partita non riguarda solo le stablecoin ma l’intera architettura degli asset digitali regolati. Per Ripple, il giudizio di Moody’s è quindi un riconoscimento importante, ma non un punto di arrivo.
La combinazione tra rating, supervisione federale e normativa sulle stablecoin del 2027 può rafforzare la credibilità di RLUSD, mentre i nodi su protezione dei detentori e diritti sulle riserve restano il terreno su cui si misurerà la fiducia istituzionale nei prossimi trimestri.