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Azioni tokenizzate OKX-ICE: le opposizioni salgono a 33 società

JPMorgan, Coca-Cola e Dell si aggiungono agli oppositori del piano OKX-ICE sulle azioni tokenizzate: le obiezioni pubbliche salgono a 33.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Azioni tokenizzate OKX-ICE: le opposizioni salgono a 33 società

JPMorgan Chase, Coca-Cola e Dell Technologies si sono aggiunte al gruppo di società che non vogliono vedere versioni tokenizzate delle proprie azioni sulla sede di negoziazione progettata da OKX e Intercontinental Exchange. CoinDesk ha riportato che l’avviso pubblico aggiornato al 27 ottobre porta a 33 il numero delle obiezioni rese note, contro le 26 indicate nella versione precedente. Il nuovo elenco comprende anche Advanced Micro Devices, Applied Materials, Adobe e Sandisk, secondo quanto indicato da Unchained.

Le sette società erano presenti nel perimetro iniziale dei titoli proposti per la negoziazione, ma l’avviso non fornisce una motivazione delle opposizioni né una data di avvio del progetto OKXICE. Il meccanismo nasce nell’ambito dell’esenzione concessa dalla SEC per sperimentare mercati basati su strumenti azionari tokenizzati. In base all’ordine del 17 settembre, la sede deve avvisare l’emittente prima di trattare un token collegato alle sue azioni e un’obiezione scritta entro 30 giorni impedisce la negoziazione; la piattaforma ha poi cinque giorni lavorativi per aggiornare l’avviso pubblico.

OKXICE aveva delineato il piano iniziale il 4 ottobre, prevedendo scambi 24 ore su 24 attraverso bacini di liquidità Uniswap v4 sulla rete XLayer di OKX, con regolamento in monete stabili. È un modello che incrocia infrastrutture nate nel settore delle criptovalute con strumenti finanziari tradizionali, un’area già al centro della nostra guida al trading di criptovalute per i rischi operativi e di mercato. Tra i nomi già presenti nelle precedenti versioni figuravano Microsoft, Alphabet, Goldman Sachs, Oracle, IBM e Intel.

La presenza di grandi gruppi tecnologici e finanziari collega la vicenda al più ampio confronto di Wall Street sulla digitalizzazione dei mercati, mentre Wells Fargo risulta tra le banche che hanno già espresso opposizione insieme a Goldman Sachs e ora JPMorgan. Il dato più rilevante è l’accelerazione delle adesioni al fronte del no: CoinDesk ha indicato che, nel suo conteggio, 30 dei 62 nomi iniziali hanno scelto di non partecipare, pari a circa 48% del paniere originario. Il tema segue il nostro aggiornamento su OKX-ICE e le 26 società già contrarie alle azioni tokenizzate, segnale che la resistenza degli emittenti sta crescendo a ridosso delle scadenze previste dall’esenzione SEC.

La cautela degli emittenti non riguarda solo la tecnologia, ma anche controllo del marchio, liquidità, diritti degli azionisti e possibile confusione tra azioni ordinarie e strumenti digitali collegati. Il caso si inserisce in una fase in cui la tokenizzazione di strumenti finanziari tradizionali sta avanzando su più fronti, come mostrato anche dalla recente operazione in cui Aviva ha tokenizzato quote di un fondo su XRP Ledger. Per OKX e Intercontinental Exchange, la lista delle obiezioni rende più complesso presentare il progetto come un mercato rappresentativo dei grandi emittenti statunitensi.

Senza una data di lancio e con quasi metà del paniere iniziale fuori dal perimetro, la fase sperimentale prevista dalla SEC resta aperta, ma il consenso delle società quotate appare oggi il principale nodo da sciogliere.

Fonti - Unchained

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