Nasdaq 100 perde l’1,4% dopo i ricavi OpenAI: il gelo colpisce i chip IA
Wall Street chiude mista dopo le indiscrezioni sui ricavi OpenAI: Nasdaq 100 in calo, semiconduttori sotto pressione e NVIDIA debole.

NVIDIA è tornata al centro della pressione su Wall Street dopo le nuove indicazioni sui ricavi di OpenAI, che hanno raffreddato l’entusiasmo sui titoli legati all’intelligenza artificiale. Il titolo scambia a 230,48 dollari, in calo del 2,94% nelle ultime 24 ore, mentre il Nasdaq 100 ha chiuso la seduta di giovedì 8 ottobre 2026 in ribasso. La reazione è stata rapida: gli investitori hanno venduto soprattutto i nomi più esposti alla domanda di chip per l’IA.
Il quadro degli indici è stato disomogeneo, con l’S&P 500 in flessione dello 0,5% e il Nasdaq 100 in calo dell’1,4%. Il Dow Jones Industrial Average ha invece guadagnato lo 0,1%, mentre il Russell 2000 ha terminato invariato. Anche gli strumenti quotati hanno seguito la stessa traiettoria: lo SPDR S&P 500 ETF ha ceduto lo 0,4%, il fondo legato al Dow Jones è salito dello 0,1% e l’Invesco QQQ Trust ha perso l’1,3%.
La parte più colpita del mercato è stata quella dei semiconduttori, dove gli ETF di settore hanno registrato ribassi compresi tra 2,5% e 3,5%. La debolezza ha coinvolto AMD, Intel, Micron Technology e altri produttori considerati beneficiari diretti degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il fondo Vanguard Information Technology ETF ha perso l’1,5%, segnalando che la correzione non è rimasta confinata ai soli produttori di processori.
Stocktwits ha riportato che i documenti finanziari messi a disposizione degli investitori indicano ricavi annualizzati di OpenAI inferiori di circa 20 miliardi di dollari rispetto alle proiezioni precedentemente considerate dal mercato. La notizia ha avuto un impatto immediato perché la valutazione dei titoli IA dipende in larga parte dalla velocità con cui la domanda di calcolo può trasformarsi in ricavi reali. Il tema era già emerso nel nostro approfondimento su OpenAI a 50 miliardi di ricavi e l’euforia ridotta a Wall Street.
La seduta ha riportato l’attenzione anche su altri nomi presenti nei portafogli degli investitori istituzionali. Disney e Oracle sono rimaste tra le società osservate dagli operatori, pur con dinamiche diverse rispetto alla filiera dei chip. Il punto centrale, tuttavia, è stato il cambio di tono sul comparto IA: dopo mesi di aspettative elevate, ogni segnale di rallentamento nei ricavi dei grandi clienti può pesare sull’intera catena tecnologica. Il movimento arriva dopo una serie di sedute già sensibili ai tassi e alle valutazioni dei titoli tecnologici, come raccontato nell’analisi su S&P 500 e Nasdaq 100 in calo con i tassi Usa a pesare su Wall Street.
La pressione su NVIDIA si inserisce inoltre in un dibattito più ampio sulla sostenibilità della domanda di chip, tema toccato anche nel dossier su Surface Laptop Ultra, Microsoft e NVIDIA senza Intel. Per il mercato, il passaggio chiave resta capire se la spesa per infrastrutture IA continuerà a crescere abbastanza da giustificare multipli elevati. Il sentiment degli investitori retail su Stocktwits è rimasto comunque indicato come rialzista su QQQ, SPY e DIA, con volumi di messaggi elevati.
Questo elemento segnala una distanza tra la reazione immediata dei prezzi e l’atteggiamento di una parte del pubblico retail. La seduta, però, conferma che Wall Street sta valutando con maggiore severità il rapporto tra ricavi effettivi, investimenti in calcolo e aspettative già incorporate nei titoli dell’intelligenza artificiale.