Niles rilancia l’IA a Wall Street e sceglie Intel tra i chip
Dan Niles vede ancora spazio per la corsa delle infrastrutture IA e indica Intel come scommessa preferita tra i chip, con focus sui grandi cloud.

Dan Niles resta convinto che il ciclo di spesa sull’intelligenza artificiale non sia esaurito, nonostante la volatilità recente sui mercati azionari statunitensi. Stocktwits ha riportato che il fondatore di Niles Investment Management vede ancora almeno un anno di slancio per le infrastrutture IA e ha indicato Intel come la sua scelta preferita tra i titoli dei semiconduttori. Per Microsoft, tra i grandi beneficiari della domanda di calcolo, il titolo scambia a 495,4 dollari, in calo dello 0,30% nelle ultime 24 ore.
La lettura di Niles arriva in una fase in cui Wall Street continua a bilanciare entusiasmo tecnologico e timori macroeconomici. Nel suo messaggio su X, il gestore ha segnalato che alcuni indicatori recenti, dall’inflazione alla fiducia dei consumatori, hanno mostrato un raffreddamento, mentre il petrolio in rialzo di circa il 5% ha spinto più in alto la curva dei rendimenti dei Treasury senza modificare in modo sostanziale le aspettative sui tassi. Restano però aperti i rischi legati a rendimenti elevati, tensioni geopolitiche e calendario elettorale.
Il punto centrale della tesi riguarda la crescita dell’IA agentica, rafforzata secondo Niles dall’arrivo di OpenClaw il 30 gennaio. Stocktwits ha riportato che, a suo avviso, la generazione di unità di testo elaborate dai modelli è aumentata di diverse volte da fine gennaio, compensando il calo dei prezzi unitari favorito dalla diffusione dei modelli a pesi aperti. Niles stima inoltre che il ritmo annualizzato dei ricavi combinati di OpenAI e Anthropic sia passato da circa 29 miliardi di dollari a fine scorso anno a circa 100 miliardi di dollari.
Questa dinamica si riflette nella spesa dei grandi operatori della nuvola. La tesi coinvolge direttamente Amazon, Microsoft e Alphabet (Google), indicati da Niles tra i gruppi che stanno registrando una crescita più solida dei servizi di nuvola insieme a margini operativi in miglioramento. Le spese in conto capitale dei sei maggiori operatori, secondo i dati citati da Stocktwits, sono accelerate dall’84% annuo del primo trimestre al 92% del secondo trimestre.
Il richiamo a Intel è rilevante perché sposta parte del dibattito oltre i nomi che hanno dominato il rally dell’IA negli ultimi trimestri. La società resta osservata per la capacità di intercettare domanda legata a server, processori e infrastrutture, un tema che avevamo approfondito nell’analisi sulla domanda di server IA e capacità produttiva. Per Niles, la corsa non riguarda solo i fornitori più celebrati, ma anche quei gruppi dei semiconduttori che possono beneficiare dell’espansione fisica dei centri dati.
Il confronto con il resto del settore resta comunque inevitabile. Il mercato continua a misurare la sostenibilità delle valutazioni legate all’IA, come emerso anche nel caso di Nvidia e del patto da 500 miliardi, dove la crescita futura deve giustificare aspettative già molto elevate. Sul fronte della nuvola, la nostra analisi su AWS e intelligenza artificiale ha evidenziato come la capacità di trasformare investimenti in ricavi resti uno dei principali test per Wall Street.
La posizione di Niles non elimina i rischi di breve periodo, ma conferma che una parte degli investitori professionali considera ancora intatta la traiettoria di investimento nell’IA. Anche il lancio di Gemini 3.7 Flash mostra come la competizione sui modelli più efficienti stia diventando un fattore decisivo per i ricavi della nuvola e per l’utilizzo di capacità di calcolo. In questo quadro, il mercato dovrà verificare se la crescita delle spese infrastrutturali potrà continuare senza comprimere i margini o alimentare una nuova fase di correzione sui titoli tecnologici.