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Ravencoin rischia di cancellare quattro giorni: il crollo RVN accende l’allarme

Ravencoin valuta il riavvolgimento della catena dopo un exploit critico: RVN crolla del 20% e restano a rischio pagamenti dal 7 agosto.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Ravencoin rischia di cancellare quattro giorni: il crollo RVN accende l’allarme

Ravencoin è finita sotto pressione dopo la scoperta di una vulnerabilità critica che potrebbe portare alla cancellazione di diversi giorni di transazioni. Decrypt ha riportato che il token RVN ha perso circa il 20% nelle ore successive alla comunicazione del progetto, mentre gli utenti restano esposti al rischio che pagamenti, depositi e prelievi effettuati dal 7 agosto vengano annullati. Il caso riguarda una rete nata nel 2018 dal codice di Bitcoin, ma costruita soprattutto per emettere e trasferire beni digitali.

Ravencoin utilizza un meccanismo di prova di lavoro, lo stesso modello concettuale della principale criptovaluta, in cui i minatori contribuiscono a stabilire quale versione della catena debba essere considerata valida. Per chi segue questi temi da un punto di vista operativo, la vicenda rientra tra i rischi tecnici trattati nella nostra guida al trading di criptovalute. Secondo CoinDesk, il progetto ha avvertito che la falla ha consentito ad alcuni nodi vulnerabili di accettare blocchi non validi.

Il primo blocco problematico sarebbe comparso all’altezza 4.487.776, il 7 agosto 2026 alle 15:44:01 UTC. Se la rete dovesse convergere su una catena ricostruita da un punto precedente, tutte le operazioni successive potrebbero essere sostituite da una nuova cronologia. La questione è particolarmente delicata perché Ravencoin ha una potenza di calcolo molto inferiore rispetto alle reti più grandi.

CoinDesk ha indicato che due pool, 2Miners e RavenMiner, stanno ricostruendo la cronologia della catena da prima del primo blocco non valido e controllano insieme una quota rilevante della potenza complessiva. In una rete di dimensioni ridotte, la concentrazione dei minatori può pesare in modo decisivo quando esistono versioni concorrenti della stessa catena. Per un utente, l’effetto pratico sarebbe semplice ma potenzialmente costoso: un pagamento apparso definitivo nel fine settimana potrebbe sparire dal registro di Ravencoin.

In quel caso, le monete tornerebbero al mittente e il destinatario resterebbe senza il bene o il servizio eventualmente già consegnato. È il tipo di rischio che riporta al centro il tema della finalità delle transazioni, già emerso in altre discussioni sulla governance, come nel nostro approfondimento sul caso Dashjr e i BIP. La reazione del mercato è stata immediata, con RVN colpito da vendite diffuse dopo l’avviso pubblico del progetto.

Il movimento arriva in una seduta in cui BTC scambia a 63.836,92 dollari, in rialzo dello 0,37% nelle ultime 24 ore, segnalando che il problema appare per ora circoscritto a Ravencoin e non a tutto il comparto. Resta comunque un promemoria per le piattaforme e gli operatori che gestiscono depositi, tema vicino anche al recente sviluppo sui derivati di Coinbase nel Regno Unito. Il nodo principale ora è capire se una maggioranza sufficiente della potenza di calcolo seguirà la catena ricostruita.

Finché non sarà chiaro l’esito, pagamenti e trasferimenti effettuati dopo il blocco contestato restano in una zona di incertezza. Il caso aggiunge un nuovo capitolo al dibattito sulla sicurezza delle reti più piccole, mentre il mercato continua a valutare il rapporto tra esposizione agli asset digitali e rischi infrastrutturali, come mostrato anche dall’analisi sul premio di Strategy rispetto a IBIT.

Fonti - Decrypt

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