Salta al contenuto principale

Ripple entra nel piano britannico per portare i bond su blockchain

Ripple citata nel piano britannico sui mercati digitali wholesale: focus su repo, bond e fondi tokenizzati entro dodici mesi.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Ripple entra nel piano britannico per portare i bond su blockchain

Ripple finisce al centro della strategia britannica per portare su blockchain una parte dei mercati finanziari all’ingrosso. CoinDesk ha riportato che un documento sostenuto dal Tesoro del Regno Unito cita la società tra gli operatori accreditati del piano, non come semplice realtà del settore delle criptovalute da sorvegliare, ma come partecipante al processo di costruzione dell’infrastruttura. La notizia arriva mentre l’ecosistema della società resta sotto osservazione anche sul fronte dei pagamenti digitali, dopo il nostro approfondimento su Ripple spinge RLUSD: la stablecoin in dollari entra nell’orbita XRP. Ripple assume quindi un ruolo politico-industriale più ampio rispetto al solo mercato degli asset digitali.

Il documento è firmato da Chris Woolard, incaricato dal Tesoro britannico come figura di riferimento per i mercati digitali all’ingrosso. Il piano prevede un orizzonte di 12 mesi per spostare da sperimentazioni controllate a mercati operativi strumenti come pronti contro termine, reddito fisso e fondi tokenizzati. L’impostazione indicata da CoinDesk è competitiva: Londra rischierebbe di perdere terreno se standard tecnici e liquidità dovessero consolidarsi prima in altre giurisdizioni.

Uno dei passaggi centrali riguarda l’architettura proposta. Il gruppo di lavoro immagina un modello ibrido, nel quale reti senza autorizzazione possano fornire liquidità comune e reti istituzionali con accesso controllato vengano costruite sopra tale base. Nel documento viene citato anche il fondo monetario tokenizzato BUIDL di BlackRock, emesso su Ethereum con un livello di conformità affidato a Securitize, come esempio di possibile convergenza tra infrastruttura aperta e requisiti regolamentari.

Per chi segue la tecnologia alla base della rete, la nostra pagina pillar su Ethereum offre il quadro generale sul protocollo e sulle sue applicazioni finanziarie. La posta economica indicata dal rapporto è rilevante. Secondo le stime riportate da CoinDesk, guadagni di produttività ed efficienze operative potrebbero aumentare la produzione economica annua del Regno Unito di 33 miliardi di sterline entro un decennio, con un possibile incremento del gettito fiscale di 14 miliardi di sterline l’anno.

Sono cifre che spiegano perché il tema non venga trattato soltanto come innovazione tecnologica, ma come possibile leva di politica industriale e competitività finanziaria. Il documento non ignora però i rischi. Le reti senza autorizzazione presentano un problema di definitività del regolamento: in teoria, una transazione già confermata potrebbe essere modificata da una riorganizzazione della catena.

Per i mercati tradizionali, abituati a infrastrutture in cui il regolamento definitivo è un principio operativo fondamentale, questo resta un punto critico. La sfida sarà quindi conciliare liquidità condivisa e sicurezza giuridica, evitando che l’efficienza tecnica apra nuove vulnerabilità operative. Per il mercato, la notizia si inserisce in una fase in cui la tokenizzazione viene osservata sia dalle istituzioni sia dagli investitori in asset digitali.

Il tema Ethereum resta caldo anche sul piano delle tesorerie societarie, come mostrato dal nostro articolo su BitMine compra altri ETH e scommette sulla spinta Robinhood, mentre il canale degli strumenti quotati è tornato al centro dell’attenzione con gli ETF su Bitcoin ed Ethereum tornati in attivo dopo otto settimane. In questo quadro, la tokenizzazione dei bond rappresenta un terreno diverso dal semplice andamento dei token: riguarda procedure di mercato, custodia, conformità e regolamento. L’impatto diretto sulle società quotate italiane non emerge dal documento, e non ci sono indicazioni che gruppi industriali come Ferrari siano coinvolti nel piano britannico.

Il punto, per gli investitori europei, è piuttosto osservare se Londra riuscirà a trasformare le sperimentazioni in mercati effettivamente liquidi. Se il progetto avanzasse, la competizione tra piazze finanziarie potrebbe spostarsi sempre più sulle infrastrutture digitali per titoli, fondi e strumenti di finanziamento all’ingrosso. Londra prova così a posizionarsi prima che gli standard vengano definiti altrove.

Fonti - CoinDesk

eToro logo

Copy trading, user-friendly, previsioni gratuite

Apri conto

Il 52% dei conti retail perde denaro facendo trading di CFD con questo fornitore.

Inizia a digitare per cercare

Articoli, news, recensioni broker, criptovalute…

naviga apri esc chiudi