ETF su Bitcoin ed Ethereum tornano in attivo dopo otto settimane
Gli ETF su Bitcoin ed Ethereum interrompono otto settimane di deflussi con 282 milioni di dollari in entrata, ma il recupero resta parziale.

Gli ETF statunitensi legati a Bitcoin e Ethereum hanno chiuso la settimana con 282 milioni di dollari di afflussi netti complessivi, interrompendo una striscia negativa durata otto settimane. The Block ha riportato che il dato segna un cambio di tono dopo una fase di riscatti persistenti sui prodotti quotati collegati alle principali criptovalute. La svolta, però, non cancella il peso delle uscite precedenti: nelle otto settimane prima del rimbalzo, i due gruppi di ETF avevano registrato deflussi complessivi per 9,46 miliardi di dollari.
Il recupero dell’ultima settimana equivale quindi a circa il 3% delle somme uscite nel periodo, un segnale positivo ma ancora limitato rispetto alla dimensione della correzione dei flussi. Il movimento arriva mentre il prezzo di Bitcoin scambia a 64.219,8 dollari, in rialzo dello 0,14% nelle ultime 24 ore. Per il mercato degli ETF su criptovalute, il ritorno degli afflussi è osservato come un indicatore della domanda istituzionale, anche se una singola settimana non basta a stabilire se la pressione in vendita si sia davvero esaurita.
La reazione va letta dentro un quadro già più costruttivo rispetto ai giorni precedenti. Il recente rimbalzo di Bitcoin verso 64.000 dollari aveva riportato l’attenzione sui livelli tecnici di breve periodo, dopo una fase in cui gli investitori avevano ridotto l’esposizione ai prodotti indicizzati. Anche le previsioni di lungo periodo restano al centro del dibattito, come emerso nell’analisi su Standard Chartered e lo scenario Bitcoin a 100.000 dollari.
Il punto centrale resta la sostenibilità degli afflussi. Dopo due mesi di riscatti, un ingresso netto di 282 milioni può segnalare una normalizzazione, ma non rappresenta ancora una rotazione decisa verso il rischio. Gli operatori guardano soprattutto alla continuità dei flussi nelle prossime sedute e alla capacità di Bitcoin di mantenersi sopra le aree riconquistate durante il rimbalzo.
Il tema delle esposizioni in Bitcoin resta rilevante anche fuori dagli ETF, perché coinvolge società quotate, tesorerie aziendali e strategie di finanziamento. Nei giorni scorsi il mercato ha seguito il caso Empery, che ha dimezzato la tesoreria in Bitcoin, e quello di Metaplanet sul credito garantito da Bitcoin, due esempi di come l’asset venga usato in modelli societari diversi. Per chi segue il mercato italiano, la distinzione tra esposizione diretta e strumenti quotati resta centrale anche quando si valuta se comprare Bitcoin o utilizzare prodotti regolamentati.
Nel breve termine, il dato sugli ETF offre quindi un segnale di tregua più che una conferma definitiva di inversione. La dimensione dei deflussi accumulati nelle settimane precedenti mantiene alta la cautela, mentre il ritorno degli afflussi mostra che una parte della domanda è riemersa proprio quando il mercato ha ritrovato stabilità sopra quota 64.000 dollari.