Sberbank vede 46 miliardi di scambi cripto con le nuove regole
Sberbank prevede 4.000 miliardi di rubli di scambi cripto nel primo anno delle nuove regole russe e prepara prestiti con garanzie digitali.

Sberbank mette numeri pesanti sul futuro regolamentato delle criptovalute in Russia. La maggiore banca del Paese prevede che gli scambi possano arrivare a 4.000 miliardi di rubli, circa 46,4 miliardi di dollari, nel primo anno di applicazione delle nuove regole, secondo quanto riportato da Decrypt e Bitcoin Magazine sulla base delle dichiarazioni del vicepresidente Anatoly Popov. Il piano ruota attorno a Bitcoin, ma non si ferma alla principale criptovaluta.
Decrypt ha riportato che Sberbank intende ampliare i prestiti garantiti da asset digitali includendo anche Ethereum e la stablecoin Tether, subordinando però l’estensione al via libera della banca centrale russa per la circolazione pubblica di questi strumenti. Il passaggio conferma come credito bancario e token digitali stiano entrando nello stesso perimetro operativo. The Block ha indicato che il nuovo quadro normativo russo dovrebbe entrare in vigore il 1 settembre 2026, cioè domani.
La previsione di Sberbank riguarda quindi la prima fase di un mercato che Mosca sta tentando di portare dentro canali più formali, dopo anni di utilizzo frammentato e spesso esterno alle infrastrutture vigilate. Per chi segue il settore, il caso russo è un tassello ulteriore nel confronto tra mercati nazionali e regole sugli asset digitali, tema già centrale nella nostra guida al trading di criptovalute. Popov ha definito prudente la stima iniziale, perché una quota rilevante dell’attività continuerebbe a passare da servizi di cambio non pienamente integrati nelle sedi ufficiali di negoziazione.
Secondo Decrypt, il manager ha anche indicato una possibile crescita fino a circa 7.500 miliardi di rubli entro il 2029, pari a circa 87 miliardi di dollari. La maturazione del mercato non sarebbe immediata: gli operatori professionali avrebbero tempo fino al 1 luglio 2027 per ottenere le licenze. Bitcoin Magazine ha ricordato che la Banca di Russia ha pubblicato a luglio bozze regolamentari sugli scambi di criptovalute, mentre la Duma di Stato sta lavorando a una disciplina più ampia sugli asset digitali.
La stessa testata ha indicato che il presidente Vladimir Putin ha firmato ad agosto una legge collegata alla regolamentazione di valute digitali e diritti digitali. Il segnale politico è chiaro: Mosca vuole definire un canale legale per un mercato già esistente, pur mantenendo un controllo stretto sull’accesso degli operatori. Per Sberbank, l’interesse non è solo nella negoziazione.
La banca aveva già preparato servizi di portafoglio e custodia digitale, con un debutto indicato entro dicembre, e Decrypt ha riportato un precedente progetto pilota di prestito garantito dalla principale criptovaluta con la società mineraria Intelion nel dicembre 2025. È una linea che richiama, su scala diversa, il dibattito globale sull’uso degli asset digitali nei bilanci e come garanzia, emerso anche con la nuova mossa di Strategy. Il contesto di mercato resta però selettivo.
L’interesse istituzionale non elimina volatilità, rischi regolamentari e differenze tra strumenti nativi e stablecoin, come mostrano anche il ritorno sotto 80.000 dollari analizzato nei giorni scorsi e i wallet dormienti osservati ad agosto. La novità russa è quindi soprattutto infrastrutturale: una grande banca si prepara a trattare gli asset digitali non solo come strumenti di scambio, ma anche come collaterale finanziario.