Bitmine compra 131 milioni di Ethereum: Tom Lee alza la posta sulle tesorerie in criptovalute
Bitmine aggiunge 53.501 ETH e porta la tesoreria a 5,9 milioni di Ethereum, mentre Tom Lee punta sull’interesse istituzionale nel terzo trimestre.

Bitmine Immersion Technologies ha accelerato gli acquisti di Ethereum, aggiungendo 53.501 ETH per circa 131 milioni di dollari nell’ultima settimana. Decrypt e The Block hanno riportato lunedì che l’operazione porta la tesoreria della società quotata al NYSE a 5.901.112 ETH. È il maggiore acquisto settimanale indicato dalle fonti dall’avvio della strategia di accumulo di fine giugno 2025.
Secondo Decrypt, il patrimonio in Ethereum di Bitmine vale circa 14,8 miliardi di dollari usando un prezzo di riferimento di 2.511 dollari per moneta. La società ha indicato che la posizione equivale al 4,9% dell’offerta complessiva di Ethereum, stimata in 120,7 milioni di token. In questa lettura, Bitmine sarebbe ormai vicina al traguardo dichiarato del 5% della rete.
L’acquisto conferma una sequenza di accumulo che, sempre secondo Decrypt, non si è interrotta dal 30 giugno 2025. Bitmine ha comprato Ethereum ogni settimana dall’avvio della strategia di tesoreria, per una serie arrivata a 65 settimane, anche se alcune operazioni recenti erano state di importo più contenuto. L’obiettivo interno è stato descritto dalla società con la formula “Alchemy of 5%”.
Il presidente Tom Lee ha collegato l’accumulo alla forza relativa delle principali attività digitali nel terzo trimestre. CoinDesk ha riportato che, nella lettura di Lee, Bitcoin, Ethereum e Solana sono stati tra gli asset migliori dal 30 giugno, con Ethereum davanti allo S&P 500 di 5.430 punti base nel periodo. Bitcoin scambia a 79.102 dollari, in rialzo dell’1,83% nelle ultime 24 ore.
La fotografia complessiva della tesoreria mostra una struttura più ampia della sola posizione in Ethereum. Decrypt ha indicato che Bitmine deteneva 15,6 miliardi di dollari tra liquidità, token, strumenti negoziabili e investimenti definiti ad alto potenziale alla data di sabato. Nel totale rientrano anche 211 Bitcoin, 541 milioni di dollari in cassa e titoli negoziabili, una partecipazione da 180 milioni in Beast Industries e una posizione da 81 milioni in Eightco Holdings.
Il caso Bitmine si inserisce nel filone delle tesorerie aziendali in criptovalute, già al centro del mercato con le mosse di Strategy. Il confronto è inevitabile dopo il nostro approfondimento su Strategy compra 370 milioni di Bitcoin: Saylor riapre una scommessa che divide, perché entrambe le società usano il bilancio come leva di esposizione agli asset digitali. Per chi segue questi movimenti in chiave operativa, resta centrale distinguere tra accumulo societario e gestione del rischio, come spiegato nella nostra guida al trading di criptovalute.
Il messaggio di Lee punta soprattutto sul possibile ritorno della domanda istituzionale. CoinDesk ha riportato che la recente sovraperformance delle criptovalute potrebbe, secondo il presidente di Bitmine, spingere altri investitori professionali ad aumentare l’esposizione al settore. Il tema si intreccia con la fase di mercato raccontata anche nell’analisi su Bitcoin torna a 79.000 dollari mentre Saylor riaccende la caccia di Strategy.
Resta però un nodo di concentrazione: una singola società che punta a controllare una quota rilevante dell’offerta di Ethereum diventa un fattore da monitorare per il mercato. Il precedente delle grandi tesorerie in Bitcoin mostra che l’accumulo può amplificare l’attenzione degli investitori, ma anche rendere più visibili i rischi legati a volatilità, liquidità e valutazione degli asset a bilancio. In questo quadro, la nuova operazione di Bitmine segnala una scommessa ancora più aggressiva sulla centralità di Ethereum nei portafogli istituzionali.