Semiconduttori in rally: Microsoft riaccende la corsa dell’IA
Il rally dei semiconduttori riparte dai conti di Microsoft e Lam Research, mentre Micron, Sandisk e Arm recuperano dopo le vendite sull’IA.

Microsoft ha riacceso giovedì la corsa dei semiconduttori a Wall Street, dopo risultati tecnologici migliori delle attese e segnali di domanda ancora robusta legata all’intelligenza artificiale. Il titolo del gruppo di Redmond scambia a 446,32 dollari, in rialzo del 14,28%, mentre il movimento si è esteso ai produttori di componenti e memorie. CNBC ha riportato che Lam Research è balzata di circa 20%, avviandosi alla migliore seduta dal 1999, dopo conti e indicazioni prospettiche sostenuti dalla domanda per infrastrutture di intelligenza artificiale.
Il quadro conferma quanto emerso nella nostra lettura sui conti del gruppo di Redmond, dove la crescita dei servizi Azure e l’aumento delle spese in conto capitale avevano già spostato l’attenzione sul ciclo degli investimenti tecnologici. Il rimbalzo ha coinvolto anche le memorie, segmento reduce da forti oscillazioni nelle ultime sedute. CNBC ha indicato che Samsung ha avvertito di una possibile carenza prolungata fino al 2028, mentre Micron e Sandisk hanno segnato rialzi a doppia cifra dopo le vendite innescate dai risultati deludenti di SK Hynix.
La reazione suggerisce che il mercato resta disposto a premiare le società esposte alla capacità produttiva, purché la domanda finale continui a tenere. Il recupero arriva dopo una fase di correzione pesante per l’intero comparto, con timori crescenti che il picco della spesa IA fosse ormai vicino. All’inizio della settimana, la pressione sulle valutazioni aveva cancellato oltre 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, un movimento che avevamo seguito nell’analisi sulla pressione sui chip IA.
La seduta di giovedì non elimina quel dubbio, ma mostra che i conti delle grandi società della nuvola informatica possono ancora cambiare rapidamente il tono del mercato. Anche AMD ha beneficiato del ritorno degli acquisti sul settore, insieme ad altri nomi legati ai centri dati. Il contesto resta però selettivo: la precedente rotazione sui semiconduttori aveva mostrato quanto gli investitori siano sensibili a qualunque segnale di rallentamento delle spese per infrastrutture.
Per il produttore statunitense, il mercato guarda sia alla domanda per acceleratori sia alla capacità di trasformare gli accordi legati all’intelligenza artificiale in margini sostenibili. Fuori dal comparto delle memorie, Arm Holdings è salita di circa 6% dopo indicazioni positive sulla domanda per il suo primo processore sviluppato internamente, noto come AGI CPU. CNBC ha riportato che l’amministratore delegato Rene Haas ha indicato richieste superiori a 2 miliardi di dollari per gli esercizi 2027 e 2028.
Il dato rafforza l’idea che la competizione nell’intelligenza artificiale si stia spostando anche sul silicio fisico, non solo sui servizi software. Per Wall Street, la seduta segna un’inversione rispetto al nervosismo visto dopo la Federal Reserve e prima dei conti delle grandi società tecnologiche. Il movimento era stato anticipato dal miglioramento dei contratti a termine statunitensi nella nostra analisi sui futures Usa in rialzo, ma la forza dei semiconduttori ha ampliato la portata del recupero.
Resta da verificare se il Nasdaq riuscirà a consolidare il rimbalzo oppure se le valutazioni torneranno sotto pressione al primo segnale di spese meno aggressive sull’intelligenza artificiale.